09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

Lite con sparatoria in sala giochi. Sei in manette


MASSAFRA – All’alba di oggi i militari della Compagnia di Massafra hanno notificato ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari a Vito Diofebo, 29enne incensurato, resosi responsabile di porto ilegale di pistola e spari in luogo pubblico e ad Antonio Bellanova, 26enne già noto alle forze dell’ordine, per porto illegale di coltello e violenza privata. Rispondono, invece, di favoreggiamento personale Giuseppe e Alfredo Leggieri rispettivamente di 27 e 23 anni, Daniele Tamburrano di 31 e Roberto Palanga di 28.

I provvedimenti restrittivi sono stati firmati dal Gip Giuseppe Tommasino su richiesta del sostituto procuratore, Giovanna Cannarile, per un episodio avvenuto la sera del 18 settembre del 2011.

I carabinieri intervennero in una sala giochi di Massafra dopo un litigio con sparatoria. Nel circolo, gestito dai fratelli Leggieri, gli investigatori dell’Arma rilevarono due fori di proiettile sulle pareti ma non trovarono i bossoli. Recuperarono solo una ogiva che era terminata in un angolo del locale. Secondo l’accusa i fratelli Leggeri avrebbero assunto un atteggiamento reticente sull’accaduto. Anche Tamburrano e Palanga, testimoni dell’episodio, avrebbero fornito agli investigatori versioni non vere, allo scopo di intralciare le indagini ed impedire ai carabinieri di individuare gli autori.

I militari dell’Arma sono riusciti ugualmente ad accertare che il litigio era avvenuto tra Diofebo e Bellanova.

Diofebo nutriva un certo risentimento nei confronti di Bellanova dopo ripetuti atti vessatori e violenti commessi da quest’ultimo nei confronti della sorella del primo.

La donna residente nello stesso complesso di case popolari situato a Massafra, dove abita anche Bellanova, sarebbe stata più volte minacciata e picchiata dall’uomo che, pretendendo di “comandare” nelle palazzine accampava diritti riguardo all’occupazione della casa popolare regolarmente assegnata alla ragazza, poiché a dire di Bellanova aveva necessità di collocarvi una sua parente.

L’insostenibilità di tale situazione aveva portato la vittima a trasferirsi temporaneamente in un altro paese, ospitata da conoscenti.
Nella tarda serata del 18 settembre 2011, Diofebo si era recato nella sala giochi per “chiarire” con Bellanova e sollecitarlo a cambiare atteggiamento nei confronti della sorella ma la situazione era degenerata. Bellanova aveva brandito un coltello mentre Diofebo aveva esploso, a scopo intimidatorio, due colpi di pistola.

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