13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

“Per rilanciare l’Amiu serve un manager”


TARANTO, 16/10/04 MEZZO IN INGRESSO SEDE AMIU TARANTO

TARANTO – «Si manifesta necessario ed urgente porre mano, d’intesa col Comune, ad un piano di rientro concordato con tutti i creditori e che trovi, quale fonte di finanziamento, in aggiunta alle risorse che a tal fine l‘Ente dovrà reperire e mettere a disposizione, anche quella erogata da primario Istituto di Credito».

Ebbene sì. I “saggi” nominati dal sindaco Stefàno guardano anche ai prestiti delle banche per il rilancio dell’Amiu.

Un percorso difficile, soprattutto in un periodo in cui l’accesso al credito per cittadini ed imprese diventa una chimera, ma che comunque potrebbe essere necessario a risollevare le sorti della “partecipata”.

Nella loro relazione tecnica, i consiglieri comunali Gianni Azzaro (Pd), Salvatore Brisci (Udc) e Emanuele Di Todaro (Pd), lo mettono nero su bianco. Bisogna fare presto, sembra essere il leit motiv del documento. I debiti sfiorano i 50 milioni di euro. Ed alla porta dell’Amiu cominciano a bussare creditori come l’Inpdap che, tra una ventina di giorni, passerà il testimone ad Equitalia per riscuotere un debito che supera i 20 milioni di euro.

«Date per note tutte le circostanze che coinvolgono la nostra Azienda Pubblica – esordisce il gruppo di lavoro – preliminarmente occorre considerare che la fase di costante mancanza di liquidità espone la Società a forzosi e gravosi recuperi del credito vantato anche da Istituti Previdenziali. L’azienda dovrà immediatamente e nell’arco del tempo massimo di sei mesi: definire ed attuare un piano industriale per tutti i servizi affidati dal Comune, al fine di quantificare realmente i costi effettivi occorrenti per una gestione efficiente ed efficace; per la prima volta, i servizi gestiti dall’Azienda devono essere definitivamente quotati nei loro costi effettivi: tutto il resto è pura teoria. Il tutto, parallelamente alla definizione del nuovo assetto societario ed organizzativo che l’azienda dovrà assumere a seguito delle riflessioni operate dal Consiglio e in ragione delle nuove disposizioni di settore».

La commissione non trascura l’aspetto della formazione: «ridefinire l’organigramma aziendale, prevedendo fasi di riqualificazione e di formazione del personale e utilizzando tutti gli strumenti normativi a disposizione in grado di assicurare continuità aziendale ed equilibrio finanziario della gestione». Per ripartire, però, ci sarebbe bisogno, secondo i consiglieri di «ridefinire col contraente Comune i nuovi costi contrattuali dei servizi affidati e procedere alla stipula di nuovi contratti di servizio; monitorare i contratti di servizio stipulati con ditte terze per l’esecuzione di servizi aziendali, per una compiuta verifica di efficienza e di efficacia; realizzare ulteriore impiantistica aziendale finalizzata alla valorizzazione della frazione organica dei rifiuti, mediante digestione anaerobica per la produzione di energia termina ed elettrica e della frazione secca mediante nuove soluzioni tecnologiche».

Non mancano riferimenti a campagne d’informazione e sensibilizzazione ambientale, così come a forum, assemblee e riunioni. In conclusione l’invito al sindaco Stefàno ad «individuare la figura dell’Amministratore Delegato dell’Amiu spa fra manager di provata esperienza in aziende pubbliche del settore, nel pieno rispetto dell’avviso pubblico».

A questo punto spetta al primo cittadino assumere una posizione. Nei prossimi giorni (secondo i ben informati già lunedì quando è previsto il Cda dell’azienda) Stefàno potrebbe procedere alla nomina del nuovo Amministratore delegato.

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