Cronaca

Acciaio, la Procura dice no all’Ilva. Per ora


La guerra dell’acciaio non è finita.  Dopo le indiscrezioni filtrate nel tardo pomeriggio di ieri, alle 11.30 di oggi la notizia ha avuto il crisma dell’ufficialità, tramite le agenzie di stampa: la procura di Taranto ha espresso parere negativo all’istanza dei legali dell’Ilva nella quale si chiede il dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati ai quali sono stati apposti i sigilli il 26 novembre 2012.

La richiesta era stata presentata poche ore dopo il pronunciamento della Consulta che ha sancito la costituzionalità della legge 231, la cosiddetta Salva Ilva.

Secondo i pm, la sentenza della Consulta non è stata depositata e non si conosce perchè finora la Corte ha emesso un comunicato. Che non ha valenza legale, si dice da palazzo di giustizia. Ad ogni buon conto, sulla richiesta dovrà esprimersi il gip Todisco, a cui il pool guidato dal procuratore Sebastio ha girato la richiesta targata Ilva.

Questo il comunicato emesso il 9 aprile dalla Consulta: “La Corte costituzionale, all’esito dell’udienza pubblica e della camera di consiglio in data odierna, relativamente ai procedimenti r.o. n. 19 e n. 20 del 2013, promossi dal Giudice per le indagini preliminari e dal Tribunale di Taranto, ha ritenuto in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 3 del decreto-legge n. 207 del 2012, conv. dalla legge n. 231 del 2012. La decisione è stata deliberata, tra l’altro, in base alla considerazione che le norme censurate non violano i parametri costituzionali evocati in quanto non influiscono sull’accertamento delle eventuali responsabilità derivanti dall’inosservanza delle prescrizioni di tutela ambientale, e in particolare dell’autorizzazione integrata ambientale riesa-minata, nei confronti della quale, in quanto atto amministrativo, sono possibili gli ordinari rimedi giuris-dizionali previsti dall’ordinamento.

La Corte ha, altresì, ritenuto che le norme censurate non hanno alcuna incidenza sull’accertamento delle responsabilità nell’ambito del procedimento penale in corso davanti all’autorità giudiziaria di Taranto”. Ogni discorso, però, slitta a quando verrà pubblicata la sentenza vera e propria.

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