26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 09:51:00

Cronaca

L’Apecar: Consulta, una sentenza politica


«La decisione della Corte Costituzionale sulla legge n. 231 ce l’aspettavamo. Era scontata visto che la Consulta é composta per due terzi da giudici nominati da Presidente della Repubblica e Parlamento, gli stessi che hanno convertito in legge il decreto. Ora ci hanno detto che a Taranto si può morire a norma di legge».

Parla così Nicola Ordini che, insieme a Vincenzo Curcio e Valentina Castronuovo, portavoci del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, stamattina ha tenuto una conferenza stampa sugli ultimi accadimenti al colosso siderurgico tarantino. Immancabile, in conferenza, il passaggio sul referendum di domenica.

«Invitiamo la cittadinanza ad andare a votare – spiega Ordini. E’ uno strumento di democrazia diretta, anche se é solo consultivo». Un referendum che però continua a creare spaccature. «Ha delle falle enormi – dicono “quelli dell’apecar”. Non si può bonificare senza fermare gli impianti. Noi siamo per la chiusura immediata dell’area a caldo, ma vincolata al reimpiego dei dipendenti nelle opere di bonifiche. Questa ipotesi non é contemplata dal referendum. Altro limite é rappresentato dal fatto che possono votare sono i tarantini, quando l’emergenza riguarda tutta la provincia, che non sarà interpellata in merito alla questione».

E agli attacchi sull’assenza del Comitato alla manifestazione del 7 aprile, a sostegno della Procura tarantina, contro la legge 231, il Comitato ha spiegato che «era un corteo senza bandiere e non contemplava tutte le priorità, come reddito, salute, ambiente, bonifiche». Priorità di cui si parlerà anche l’1 maggio. «Stiamo organizzando – aggiunge Ordini – una manifestazione al Parco Archeologico delle mura greche». In sostegno dell’evento, nel corso del quale ci saranno dibattiti e concerti, c’é l’attore Michele Riondino, da sempre sensibile all’emergenza ambientale e sanitaria nell’area ionica.

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