17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 19:48:00

Cronaca

Taranto al voto. Referendum per il futuro Ilva


Il referendum Ilva di domenica, a Taranto, ha un unico, significativo – anche se non identico – precedente: quello del 2008, a Vicenza, sull’ampliamento della base militare americana nell’area chiamata Dal Molin. In quell’occasione in 24.000 andarono a votare in una consultazione non ufficiale, perché dopo il no del Consiglio di Stato al referendum consultivo l’amministrazione locale, a guida Pd, andò avanti, con le urne sistemate in piazze e strade.

Il referendum di Taranto invece si svolgerà nelle scuole, sedi istituzionali (pure se con una serie di accorpamenti), e secondo il protocollo ufficiale per questo tipo di consultazioni.

Ma la vera differenza con il caso Dal Molin appare però nelle diverse incongruenze che sembrano caratterizzare il referendum voluto da Taranto Futura, e che hanno suscitato più di qualche dubbio sull’iniziativa. A partire dal nodo di fondo, e cioè l’invito degli organizzatori a votare un doppio sì, per la chiusura totale “e” dell’area a caldo. Compresa, come è evidente, nel primo quesito.

L’appuntamento di domenica si presta poi a delle riserve in ordine all’effettiva utilità di una consultazione che non avrà effetti pratici, a maggior ragione dopo il verdetto della Corte Costituzionale sulla legge 231, ma che avrà un concretissimo costo per le casse comunali di circa 400.000 euro. Non esattamente pochi.

Il precedente vicentino, invece, fu a costo zero per il Comune, proprio in ragione dell’autogestione dopo la bocciatura dei giudici amministrativi.

A muoversi fu un esercito di volontari e pacifisti, in prima linea contro la base militare statunitense. Votarono, come detto, 24.000 persone, pari al 28,56% degli aventi diritto al voto; di questi, 23.050 (lo 95,66%) si sono espressi favorevoli al sì, cioè all’acquisizione da parte del Comune di Vicenza dell’area del Dal Molin, per ‘sottrarla’ alla base USA e farne un uso diverso rispetto a quello militare, mentre i voti contrari furono 906 (3,76%). Stamattina, intanto, in prefettura a Taranto si è tenuta una riunione organiz-zativa. Presente anche Nicola Russo, promotore dell’iniziativa referendaria del 14 aprile.

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