25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:45:36

Cronaca

Sfidiamo il Covid. A Taranto commercianti in stato di allerta


“Siamo al tracollo! Ci avete tolto anche la Speranza”.

Una sola voce, un solo disperato appello parte dalle imprese del commercio della provincia di Taranto. 

Una dopo l’altra sulle vetrine e le  serrande chiuse delle vie  del commercio, desolatamente vuote del capoluogo tarantino,  già dalle prime ore di stamane senza neanche attendere il completamento della distribuzione in tutta la provincia , campeggia  una locandina rossa con una sola semplice scritta.   “E’ il grido di dolore dei commercianti”,  commenta una giovane  imprenditrice che ora – dopo tre generazioni di commercianti- medita seriamente di chiudere l’attività messa su dai nonni, perché non sa se riuscirà a far fronte agli impegni ai quali,  a partire da giugno, con la ripresa  delle attività,  dovrà far fronte. 

Una storia non diversa da tante altre: timori, preoccupazioni, dubbi che si rincorrono di bocca in bocca; storie  comuni tra i titolari dei negozi di vicinato della provincia tarantina.

 Il 18 maggio dovrebbero ripartire ( il condizionale è d’obbligo, visto che già il 4 maggio ci si aspettava  il via libera) buona  parte delle attività del commercio, ma non è detto  che la riapertura sia possibile per tutti se nel frattempo – sottolineano i presidenti delle Delegazioni territoriali di Confcommercio- non arriveranno risposte  concrete e tangibili  dagli Enti territoriali e dal Governo.

La carenza di liquidità è il problema comune, e ad oggi i percorsi avviati con le banche   non hanno dato risposte adeguate alle richieste delle imprese.  Burocrazia, inutili passaggi di carte  rallentano la concessione del prestito garantito, tra l’altro  la soglia dei 25 mila euro è davvero irrisoria.  

Che dire poi  dell’esiguo bonus non ancora riscosso dalla maggior parte dei beneficati o delle misure di  sostegno al lavoro che le banche non sono disponibili ad anticipare  per cui i dipendenti non percepiscono a tutt’oggi il reddito. Quanto poi alla tassazione locale, che la maggior parte dei Comuni ha fatto slittare di qualche mese , è impossibile che a  luglio, quando  dovrebbero arrivare le prime cartelle esattoriali, i commercianti siano nelle condizioni di farvi fronte. La Regione non diversamente, sembra persino trovare difficoltà  nel far partire aiuti di minima entità come la misura sul  Microcredito per le piccole imprese . Sul fronte Governo poi  promesse, rassicurazioni, annunci, ma nulla di concreto ad oggi. 

I commercianti -ormai stremati da 50 e passa giorni di fermo – hanno persino superato la soglia della paura: il COVID 19 non desta maggiore timore della prospettiva di dover licenziare i dipendenti, di non poter onorare gli impegni, di dover dichiarare fallimento. 

 Per ora si parte con una locandina rossa, ma la rabbia è tale che non è escluso che si scenda in strada sfidando decreti e autorità. La tensione è ormai alle stelle. Si fa fatica a impedire scatti in avanti di chi non intende aspettare il nuovo decreto economia.

1 Commento
  1. fra 1 anno ago
    Reply

    quale paura avete di scendere in piazza i delinquenti non ne avranno di sicuro , lo stato ci vuole salvaguardare invece ci sta impoverendo, stendiamo un velo di pietà . spezzate le catene che vi tengono legate al vostro destino ,avanti reagite , non fate cartelli , tanto non li legge nessuno e non vi aspettate qualcosa di più dai sindacati , altrimenti siamo rovinati.

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