Cronaca

Omicidio Sarah, la sentenza tra 7 giorni


Il grande giallo sta per arrivare ad un primo punto fermo. E’ attesa per la prossima settimana la sentenza di primo grado nel processo per l’omcidio di Sarah Scazzi, uccisa e gettata nell’ormai famigerato pozzo di contrada Mosca il 26 agosto 2010.

Lunedì nuova udienza, con le ultime repliche: previsto il deposito di una memoria difensiva del prof. Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri insieme all’avv. Nicola Marseglia. Una risposta diretta al memoriale di 600 pagine consegnato ai giudici dal pm Mariano Buccoliero. 

L’udienza di lunedì potrebbe protrarsi sino al giorno successivo, quindi spazio all’attesissima camera di consiglio che si terrà in una struttura militare.

Nell’ultimo appuntamento, i pubblici ministeri hanno replicato alle dure accuse rivolte il giorno prima dall’avvocato Marseglia, che aveva definito “barbare” e “in perfetto stile cubano” le indagini sul delitto. “Questo ufficio ha sempre rispettato le leggi e le regole del codice” la replica del procuratore aggiunto Pietro Argentino, che è poi partito all’attacco sull’attendibilità di un testimone della difesa.

“Paolo Arbarello, presidente dell’Istituto nazionale di medicina legale, quando ha deposto quale teste è venuto meno all’impegno di dire la verità”. Secondo Argentino, Arbarello non avrebbe “davvero visionato tutto il materiale messogli a disposizione dallo studio dell’avvocato Franco Coppi. E’ veramente attendibile, oppure è una offesa per la giustizia averlo ascoltato?”.

Lunedì ancora spazio alle difese ed alle parti civili. La richiesta dell’accusa è l’ergastolo per le due donne alla sbarra, Sabrina Misseri, cugina della vittima, e la madre Cosima Serrano. Nove anni per Michele Misseri e otto per Carmine Misseri e Cosimo Cosma, accusati di soppressione di cadavere.

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