Cronaca

“Privatizzare Amiu potrebbe essere scelta giusta”


Cambiare logica e cambiare passo. Lorenzo Ferrara (nella foto), esponente di Confindustria jonica e presidente del DIPAR, il Distretto Produttivo regionale dell’Ambiente e del Riutilizzo, interviene sulla difficile situazione debitoria dell’Amiu, la municipalizzata all’igiene urbana del Comune di Taranto.

“Dopo la fase dell’emergenza sarà opportuno provare ad introdurre elementi dialettici nuovi tra il soggetto concedente (il Comune di Taranto) e il concessionario – dice Ferrara – che, pur perseguendo interessi convergenti di utilità pubblica, dovranno operare con ruoli complementari ma distinti in grado di garantire una gestione efficiente”.

Si apra dunque ai privati e si salvino know-how, occupazione, produttività e mercato. Sembra questo l’appello che viene dal mondo dell’impresa, “già da tempo pronta a recepire la scommessa della privatizzazione”.

“Sia Monti nel Decreto Sviluppo sia i precedenti governi avevano indicato la strada della privatizzazione. Le emorragie monetarie e finanziarie delle ex municipalizzate – aggiunge Ferrara – si possono sanare, infatti, solo con la privatizzazione, ancorché parziale, di quelle società”. Un passaggio che Ferrara indica come obbligato per garantire la salubrità dei conti, ma anche e soprattutto per l’efficientamento di un servizio strategico ed importante .

“Una compagine privata – aggiunge il Presidente del DIPAR – frutto di una selezione rigorosa effettuata con modalità di evidenza pubblica, competente e con un piano industriale moderno e competitivo, potrebbe essere la scelta giusta per l’Amiu di Taranto anche in considerazione delle risorse che dovranno essere messe in campo per adeguare gli impianti destinati al compostaggio, all’incenerimento e alla produzione di energia e per estendere il servizio ad un territorio più ampio”.

Una sfida che secondo il DIPAR l’impresa jonica è in grado di raccogliere. “Nel tessuto imprenditoriale tarantino ci sono competenze ed esperienze all’altezza del compito – commenta a questo proposito Ferrara – a patto che il concedente (quindi il Comune di Taranto) sia in grado di creare interesse attorno al progetto di un’azienda che per quanto ci è dato sapere versa in gravi difficoltà. La formula vincente non sta nella difesa strenua di roccaforti di potere – ribadisce Ferrara – ma in una sana equazione tra un privato che conduce e un pubblico che controlla, l’unica equazione in grado di produrre risultati apprezzabili che compensino gli oneri imposti alla comunità”.

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