27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Le banche tarantine chiudono i rubinetti


Difficile mettere su famiglia al tempo della crisi economica. Una semplificazione che tiene conto del fatto che le banche non danno mutui con i quali le giovani coppie possano comprar casa. A quel punto l’unica alternativa resta l’affitto che, in molti casi, è equiparabile ad una rata del mutuo.

Per le imprese poi, l’accesso al credito diventa quasi una chimera. Dopo aver rinunciato ad innovazione e ricerca, l’obiettivo degli imprenditori è quello di pagare le tasse senza chiedere aiuto agli istituti di credito. Solo in pochi ci riescono per gli altri resta la solo la speranza. Almeno così sembra da un’attenta lettura dei dati del primo “report sugli impieghi bancari in Puglia” stilato dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato i dati della Banca d’Italia.

«Gli istituto di credito pugliesi chiudono i “rubinetti” – dicono dall’associazione. Hanno tagliato 1 miliardo e 264 milioni di euro di impieghi a scapito di famiglie, imprese, enti pubblici e privati». Si tratta della somma di tutti i finanziamenti erogati dalle banche alla clientela. Sono compresi mutui, scoperti di conto corrente, prestiti contro cessione di stipendio, anticipi su carte di credito, sconti di annualità, prestiti personali, leasing factoring.

Analizzando i dati degli impieghi nelle sei province pugliesi, quella tarantina risulta essere quella più danneggiata. «Bari ha erogato il 41,6% degli impieghi complessivi, ma registra una flessione dell’1,8%. Un calo comunque sotto la media regionale (-2,2%). I finanziamenti sono scesi da 23,9 a 23,5 miliardi di euro. Bat – si legge nel report – registra la stessa contrazione di Bari (-1,8%). I volumi, però, sono decisamente più bassi (4,5 miliardi euro). Corrisponde all’8% del totale regionale. A Brindisi gli istituti bancari hanno prestato una cifra superiore ai 4 miliardi di euro, in calo del 3,5%. Equivalgono al 7,2% degli impieghi complessivi. Foggia, da poco più di 9 miliardi a 8,8: il decremento è del 2,7%. A Lecce i prestiti sono diminuiti dell’1,1%». Infine Taranto che, come detto, è la provincia più penalizzata in Puglia. «Gli impieghi sono calati del 3,9% (da poco più di 7 a 6,7 miliardi di euro). Equivalgono al 12% del totale regionale».

Il capoluogo ionico, quindi, è passato dai 7.060 milioni di euro del gennaio 2012 ai 6.787 milioni di euro dello scorso gennaio. In pratica 273 milioni di euro in meno.

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