08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

Russo non sa perdere: Ora vuole rifare tutto?


«Ci aspettavamo di più. Abbiamo già contestato questo accorpamento ingiustificato e la scarsa informazione. Ci sono state palesi illegittimità. Quando si modificano le sezioni, l’elettore deve essere avvisato singolarmente. Lo stabilisce la legge. E’ probabile che chiederemo l’annullamento della procedura. Non abbiamo dati definitivi ma ci pare che l’affluenza al quartiere Tamburi sia bassa. Poi, è inutile lamentarsi».

Insomma, tutto sbagliato, tutto da rifare: è il commento dell’avv. Nicola Russo, promotore del referendum Ilva, rilasciato al Nuovo Quotidiano di Puglia.

Ricordiamo che la consultazione svoltasi ieri a Taranto è costata 400.000 euro.

Di diverso tenore le parole del sindaco, Ippazio Stefàno: «I tarantini hanno fiducia nelle istituzioni. D’altra parte le istituzioni si sono mosse: vediamo l’azione della magistratura, vediamo l’Aia, così rigida e contestata, e sarà sempre più rigida. Questo è un aspetto molto positivo e nello stesso tempo può tranquillizzare le 33.000 persone che hanno votato per esprimere la loro opinione perché questa fiducia responsabilizza molto di più la magistratura, la Regione, il Comune, la Provincia, l’Ar pa, l’Ispra, il Ministero della sanità».

Angelo Bonelli se la prende (anche) con Beppe Grillo: «E’ stata fatta una scientifica opera di boicottaggio perché non solo non c’è stata un’informazione adeguata in grado di raggiungere tutta la popolazione ma l’amministrazione comunale ha tagliato del 50% i seggi elettorali e gli scrutatori. Molti cittadini recandosi a votare hanno trovato i seggi dove abitualmente votavano chiusi e molti altri hanno dovuto fare i conti con lunghe file dovute all’accorpamento dei seggi che di certo non incoraggiavano la partecipazione. Spiace constatare che Beppe Grillo, che in altre occasioni, come per il referendum contro l’inceneritore in Val D’Osta si mobilitò personalmente con un comizio, non sia intervenuto sul referendum di Taranto: non un comizio, non un post o una dichiarazione sul suo blog».

Lo Slai cobas ‘per il sindacato di classe Ilva’, in una nota, spiega che «ha sempre detto che contro false e illusorie strade, la strada era e resta un’altra: unire la lotta per lavoro e salute contro i padroni, lo Stato e il governo dei padroni».

Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto, si rivolge invece al nuovo a.d. dell’Ilva, Enrico Bondi: «Accelerare il risanamento, invece di far chiedere deroghe all’Aia al Ministero dell’Ambiente. Dimostri nei fatti che l’Ilva cambia strada».

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