08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42


TARANTO – Per una volta abbiamo preferito il percorso inverso. I lettori ci perdoneranno se prendiamo in esame i settori che, più di altri, non risentono della crisi economica. Il nostro viaggio parte dal sesso, universo in parte inesplorato, che presenta diverse sfaccettature. Si spazia dalla cinematografia, ai sexy shop, dai night club alle villette per scambisti. Abbiamo raccolto i pareri di impresari, agenti, commercianti e, più in generale, degli esperti del settore, per capire come è cambiato il mondo del sesso per adeguarsi alla crisi. Infine abbiamo deciso di mantenere stretto riserbo sui nomi dei nostri interlocutori, un’escamotage grazie al quale abbiamo tolto al sesso anche l’ultimo velo di trasparenza.

FILM A LUCI ROSSE. Probabilmente, quella cinematografica è la categoria che più di altre ha risentito della pesante congiuntura economica. Tante case di produzione hanno chiuso i battenti anche a causa della nascita, sul web, di portali del sesso. Difficile reggere il confronto con uno strumento, come quello di internet, che ha la caratteristica di essere immediato, accessibile ed illimitato. Ed è così che, per far fronte alla crisi, anche le case di produzione hanno deciso di cambiare pelle. A differenza del passato, infatti, molti scelgono di girare film amatoriali tra le mura domestiche. In questo modo si abbattono i costi relativi ai viaggi all’estero (in Italia è vietato girare film porno, ndr) ed agli affitti per le location. Crollano anche i cachet delle pornostar. Un tempo, le attrici più note, riuscivano a guadagnare anche 10mila euro a scena. Ora, dicono gli esperti, è difficile andare oltre le 500 euro per ogni scena. SEXY SHOP. Quelli in strada, in molti casi, sono sostituiti da distributori automatici. Il problema è che, nonostante il passaggio alla “macchina”, la crisi si fa sentire. Forse anche per questo, gli amanti dei “giochini erotici” si sono spostati (anche loro) sul web. Anche in questo caso, non ci sono tasse e si evitano, nel contempo, gli sguardi indiscreti dei curiosi. I sex toys, ormai, si acquistano rigorosamente su internet. Il più richiesto dalle ragazze sembra essere la “paperella vibratore a tre velocità”. Un oggetto, dicono i “tecnici”, pratico e facile da “mimetizzare” se posizionato sul bordo della vasca da bagno. NIGHT CLUB. Nonostante tutto, resistono alla crisi. I locali all’interno dei quali è possibile assistere a spogliarelli, spettacoli acrobatici e table dance, riescono a fronteggiare la difficile situazione economica con le cosiddette “ospitate”. Le dive del porno, dietro lauto corrispettivo, richiamano un gran numero di fan che affollano i night club soprattutto nei week-end. LE VILLE PER SCAMBISTI. I night devono guardarsi dalla concorrenza (sleale ed illegale) delle cosiddette “ville per scambisti”. In genere si trovano al di fuori dei centri cittadini, o comunque in una zona utile a richiamare gli “utenti” di varie province. Il versante orientale della provincia ionica e quello occidentale brindisino ne sono pieni. Solitamente si celano dietro associazioni che prevedono una tessera di iscrizione senza la quale è impossibile accedere alla struttura. Solo un “affiliato” può invitare un amico. Per partecipare ad un “festino” le cifre arrivano a sfiorare i 200-300 euro (per i single). CHAT LINE… ONLINE. Finita (o quasi) l’era delle chat line pubblicizzate sulle tv private (i famosi 144, ndr). Secondo gli esperti anche la “telefonate bollenti” si stanno trasferendo sul web. I siti ufficiali delle pornodive più famose propongono il servizio di videochiamata online.

Fabio Mancini

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