TARANTO – E’ attesa per oggi la decisione della Cassazione sulla nomina di Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva, a custode giudiziario dello stabilimento siderurgico. E’ l’ultimo, definitivo round su questa lunga ed intricata querelle giudiziaria. Al momento Ferrante non è nel pool di custodi: vige infatti il provvedimento del Tribunale di Taranto che, nelle vesti di giudice dell’esecuzione, ha sospeso “l’efficacia adottata dal Tribunale di Taranto, sezione feriale, in data 28 agosto, sino all’intervento della decisione della Corte di Cassazione con conseguente ripristino dell’efficacia dei decreti adottati dal gip di Taranto il 10 e l’11 agosto”.

Il caso nasce praticamente in contemporanea con l’ordinanza del 26 luglio scorso, con la quale il gip Patrizia Todisco dispose il sequestro preventivo, senza facoltà d’uso, degli impianti dell’area nominando quattro custodi giudiziari: gli ingegneri Valenzano, Lofrumento e Laterza e – per la parte amministrativa – il commercialista Tagarelli. Il 7 agosto però il Tribunale del Riesame conferma i provvedimenti del gip, modificandoli in parte. Non c’è facoltà d’uso degli impianti, che vanno utilizzati al solo scopo di risanarli, ma viene revocata la nomina, per la parte amministrativa, di Mario Tagarelli, sostituito proprio da Ferrante. Il 10 agosto il gip indica nei particolari ruoli e funzioni dei custodi e, l’11 agosto, revoca la nomina di Ferrante, ritenendolo “incompatibile” con la funzione di custode, e rinomina Tagarelli. Pochi giorni dopo, il 28 agosto, il Tribunale, in fase di incidente di esecuzione chiesto dall’Ilva, annulla l’efficacia dei provvedimenti del gip ripristinando la “sovranità” delle decisioni del Riesame. Di conseguenza, Ferrante torna custode giudiziario al posto di Tagarelli. Non è finita, però. Il 17 settembre la Procura deposita ricorso per Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale in incidente di esecuzione, sostenendo tra l’altro che non poteva decidere in composizione feriale. E’ su questo che si attende la decisione. Inoltre, viene presentato un ulteriore ricorso in tribunale, per far sospendere l’immediata esecutività dell’ordinanza del 28 agosto. Il 25 ottobre viene sospesa l’esecutività dell’ordinanza di fine agosto.

G.D.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche