26 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Luglio 2021 alle 18:59:00

Cronaca

Casa a luci rosse scoperta dalla Polizia

Due donne di origine dominicana si prostituivano in un’abitazione situata in viale del Tramonto. Un’altra casa a luci rosse è stata scoperta, nelle ultime ore, dalla polizia.

Denunciato a piede libero il proprietario dell’appartamento nel quale avvenivano gli incontri hard. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della squadra di pg della sezione Volante hanno scoperto una casa a luci rosse e segnalato un tarantino di 34 anni per favoreggiamento alla prostituzione.

Avendo notato da alcuni giorni un strano movimento in un appartamento situato al secondo piano di una palazzina di Viale del Tramonto, ieri alle 15 i poliziotti hanno deciso di approfondire la questione procedendo ad un controllo. Ad aprire la porta le due donne di origine dominicana rispettivamente di 33 e 40 anni.

Le due entrambe sposate con cittadini italiani ed in possesso di regolare passaporto, indossavano abiti succinti e hanno dichiarato candidamente di essere venute dalla Toscana per prostituirsi.

Sono state così condotte nell’Ufficio Immigrazione per accertare la loro regolarità sul territorio. A seguito dei successivi controlli gli agenti hanno segnalato in stato di libertà per favoreggiamento alla prostituzione il proprietario della casa. 

Nelle settimane precedenti un altro blitz della polizia in città con l’arresto di un cittadino di nazionalità cinese che gestiva case a luci rosse nel Borgo. C’era un cittadino cinese dietro il grosso giro di prostituzione tra Taranto e altre città della regione. 43 anni, clandestino in Italia, preso dagli agenti della Squadra Mobile.

Sfruttamento della prostituzione l’accusa a che ha fatto scattare le manette dopo oltre un mese di indagini, avviaste a gennaio, dopo il sequestro di una casa a luci rosse in una via del centro. E nella casa d’appuntamento, due donne cinesi costrette a vendere il proprio corpo.

Ma chi c’era dietro quell’appartamento non è stato scoperto subito e grazie all’astuzia del 43enne, che aveva infatti escogitato il modo di non farsi rintracciare. I continui spostamenti, soprattutto con mezzi pubblici, superando anche i confini regionali. L’uso di diverse schede telefoniche di gestori sempre differenti.

E una sfilza di nomi falsi per stipulare contratti di locazione in giro per la Puglia. Almeno cinque le case affittate dal cittadino cinese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche