22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

Sarah, la lunga attesa per il primo verdetto


Questione di ore. Poche, forse. Dopo 15 mesi e 52 udienze, al processo per l’uccisione della quindicenne di Avetrana Sarah Scazzi, strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010, ora manca solo la sentenza.

Alle 17,30 di lunedì la Corte di Assise di Taranto (presidente Cesarina Trunfio, a latere Fulvia Misserini) si è ritirata in camera di consiglio. “Mi attendo una sentenza inflessibile”, ha detto la mamma di Sarah, Concetta Serrano, lasciando l’aula ‘Alessandrini’ del Palazzo di giustizia. Concetta ha seguito quasi tutte le udienze, con lei c’erano il marito, Giacomo Scazzi, e anche il loro figlio Claudio. Una famiglia compatta che “non è venuta qui a raccattare giustizia” ha detto uno dei suoi legali, l’avv. Nicodemo Gentile, replicando in aula. E ancora, una famiglia che “attende dalla giustizia italiana una risposta che non sia muscolare né una vendetta”. 

Parole che cozzano con quanto sostenuto subito dopo dall’avv. Franco Coppi, uno dei difensori di Sabrina Misseri, la cugina di Sarah che rischia l’ergastolo.

“Si può condannare – ha detto – solo se è provata al di là di ogni ragionevole dubbio la colpevolezza di un imputato, non perché non è stata dimostrata la sua innocenza”. Sabrina, ha aggiunto Coppi, è una “innocente che ha bisogno solo di giustizia. Mi appello alla vostra ragione di assolverla”. Richiesta arrivata ricordando alla Corte che per Sabrina ricorrono due anni e sei mesi di detenzione in carcere. Era il 5 ottobre 2010 quando il padre, Michele Misseri, la chiamò in correità nell’omicidio nella caserma dei carabinieri di Manduria e per lei scattò il fermo, poi tramutato in arresto. Anche la madre Cosima rischia l’ergastolo, ma su di lei “non ci sono indizi convergenti” ha detto uno dei suoi legali, Luigi Rella.

Anzi, l’imputata “ha occupato nel processo uno spazio così risibile – gli ha fatto eco l’avv. Franco De Jaco – che non si comprende come possa trovarsi accusata di omicidio”. Nessun imputato ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee prima del ritiro in camera di consiglio. Attesa delusa per qualche decina di cittadini di Avetrana ricomparsi improvvisamente in aula come spettatori, dopo che il paese è sembrato quasi seguire a debita distanza una vicenda giudiziaria che si appresta al primo verdetto.

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