Cronaca

Santoro incontra il Papa: “benedico i tarantini”


L’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, ha partecipato all’udienza generale del mercoledì tenuta in Piazza San Pietro da Papa Francesco.

Al termine dell’udienza mons. Santoro ha potuto salutare personalmente il Santo Padre nel nome di una conoscenza personale che risale al ministero di entrambi in America Latina.

La circostanza più importante in cui si sono conosciuti è stata la partecipazione di monsignor Santoro ai lavori della Conferenza Generale dei vescovi latino americani svoltasi nel 2007 nella città di Aparecida in Brasile, in cui l’allora Cardinal Bergoglio è stato presidente della Commissione di Redazione del Documento finale. 

Dopo essersi amichevolmente salutati – si legge in una nota diffusa dalla curia tarantina – l’Arcivescovo ha subito chiesto al Papa «Santità preghi per la mia diocesi, ora sono arcivescovo di Taranto. Ci troviamo in un grave e ingiusto conflitto fra salute e lavoro. Diamo una speranza a questa bellissima città»

Il Papa ha subito risposto «Prego per voi e vi benedico tutti» L’Arcivescovo, ricevuta la benedizione che ora estende a tutti i tarantini, si è congedato dal Papa che rincontrerà durante la visita ad Limina con gli altri vescovi di Puglia alla metà del mese di maggio. Nel far giungere a tutti il saluto del Papa, monsignor Santoro desidera, anche allaluce dei risultati del referendum, ribadire alcune esortazioni che sono punti imprescindibili del suo ministero. 

«Prima di commentare in maniera troppo sommaria il referendum svolto domenica scorsa,-afferma Santoro – con il grande rispetto che si deve ad ogni esercizio democratico, preferisco ancora una volta leggere nei dati dell’astensionismo così come in quelli del voto effettivo, la volontà dei tarantini di non voler contrapporre la salute al lavoro, ma di ricercare una soluzione che possa difenderli entrambi. Progettualità, tensione al bene comune e metodo salveranno Taranto. Partiamo dal concreto, prescindendo da qualsiasi posizione ideologica o foriera di divisione. Il primo passo è quello che l’Azienda applichi senza indugi e con massima scrupolosità l’Aia, perché questa legge sia davvero rispettata. Il mio invito costante rimane quello all’unità. Come ho affermato il venerdì santo scorso, auspico che ci sia una nuova stagione disviluppo per la Puglia e per Taranto, senza fossilizzarci sulla grande impresa, ma favorendo la piccola e media industria, il commercio, l’agricoltura con i frutti della terra, la pesca con la difesa del nostro mare e dei suoi frutti preziosi». 

«È ancor più urgente – insiste – favorire la cultura, l’arte, l’educazione delle nuove generazioni, dando la nostra principale attenzione ai più poveri e alle persone più colpite dalla crisi. Smettiamo di essere l’uno contro l’altro. Il problema non può essere risolto ignorando uno dei due elementi della questione, in questocaso il lavoro, ma cercando percorsi condivisi. Da questa situazione drammatica è possibile uscire trasformando quella che è una calamità in opportunità di riscatto del bene comune, attraverso una concertazione positiva tra istituzioni e società civile».

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