Cronaca

Girano troppe armi. Scattano i sequestri


TARANTO – Un incensurato diventato “corriere “ delle armi e viene beccato con un mitra e una pistola in macchina, un pensionato, che, dopo una lite, spara contro l’abitazione dei vicini. E ancora un kalashnikov rinvenuto in casa di una nonna, un mitra giocattolo utilizzato per mettere a segno un colpo in un supermercato, armi nascoste in un cespuglio e, per finire, pistole per le rapine scovate in una casa disabitata. Tutto negli ultimi venti giorni nel capoluogo e in provincia. Un campanello d’allarme da non sottovalutare. E’ il segno che girano troppe armi.

Le forze dell’ordine non hanno mai abbassato la guardia ma è in atto un giro di vite, soprattutto da quando il prefetto Claudio Sammartino, dopo i diversi casi di furti di armi nelle abitazioni grazie ai quali la mala sta ingrossando il suo arsenale, ha ordinato di mettere a punto un piano che possa contrastare un fenomeno che è certamente un indicatore per ciò che riguarda la frenetica attività delle bande criminali. E’ anche vero che bisogna fare una distinzione tra armi utilizzate dalla mala e quelle regolarmente detenute per autodifesa. Proprio a questo riguardo durante un vertice del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi dopo il primo allarme lanciato nei mesi scorsi, è stato fatto uno speciale focus riguardo alle autorizzazioni di polizia in materia di armi. Uno screening disposto proprio alla luce dei furti compiuti in abitazioni ma anche della escalation delle rapine, soprattutto messe a segno nei fine settimana, e dei rinvenimenti degli arsenali della mala in case disabitate o in appartamenti di pregiudicati. Il prefetto Sammartino durante quella riunione con le forze dell’ordine ha disposto controlli a tappeto in città e in tutta la provincia a caccia degli arsenali ma anche per verificare le modalità di detenzione delle armi, in modo tale da favorire il rafforzamento delle misure di custodia. Ha inoltre disposto la verifica approfondita delle autorizzazioni al porto d’arma. Durante il vertice, che si è tenuto alla fine del 2012, è stata ribadita la necessità della collaborazione di chi detiene le armi, per fronteggiare efficacemente il rischio di furto di pistole e fucili custoditi in casa. Ciò, peraltro, è in linea con le recenti disposizioni di legge che prevedono un deciso innalzamento delle misure di sicurezza per la custodia delle armi. L’obiettivo è quello di tenere sotto controllo il traffico illecito. Naturalmente il vero problema delle armi a Taranto e provincia è rappresentato da quelle utilizzate dalla criminalità per tendere agguati o per compiere rapine. Il fenomeno è preoccupante. I numerosi sequestri fatti negli ultimi tempi fanno emergere che, rispetto al passato, oggi più persone hanno le pistole a disposizione, e ancor peggio, il grilletto facile. Si spara spesso e, così come è accaduto l’estate scorsa a Tramontone, si sbaglia anche obiettivo. Per questo sono più pericolosi. I canali di approvvigionamento della mala sono due: i furti in casa di collezionisti e il traffico con i Paesi dell’est . A Taranto polizia, carabinieri e finanza da un pezzo stanno sequestrando quasi un’arma da fuoco alla settimana. Pistole e fucili a canne mozze, ma anche munizioni e giubbotti antiproiettile vengono rinvenuti dappertutto: nei garage, nelle case diroccate, nei cespugli e nelle auto.

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