21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 19:54:00

Cronaca

Usb: “il governo cacci Arcelor Mittal e assuma il controllo di Ilva”

Francesco Rizzo coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto
Francesco Rizzo coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto

Si è svolto oggi il tavolo ministeriale su Arcelor – Mittal e che doveva servire ad avere un chiarimento sull’atteggiamento schizofrenico dell’azienda, con particolare riferimento alle notizie di un possibile disimpegno da Taranto della multinazionale Indiana.
Il tavolo di oggi nella sostanza ha riconfermato l’impostazione del Governo, con la volontà di chiudere un piano che preveda la presentazione di un piano industriale da parte dell’azienda entro una decina di giorni di cui oggi però nessuno ha ancora alcuna contezza. Il Governo inoltre ha dato una sua disponibilità ad un intervento, ad una “partnership” di sostegno a tale piano.
USB a quel tavolo ha ribadito la sua totale indisponibilità a discutere di un piano industriale “nuovo” che rischia di portare con se nuovi tagli dell’occupazione. Inoltre non è accettabile che davanti ad un’azienda che si sta dimostrando inadeguata alla gestione del contesto tarantino, lo stato decida di intervenire nuovamente con soldi pubblici.
USB, ritenendo inconciliabile gli interessi collettivi dei lavoratori e del territorio di Taranto incompatibili con quelli della multinazionale, ha richiesto ai ministri presenti al tavolo (Patuanelli, Gualtieri, Catalfo) che lo stabilimento ritorni definitivamente sotto il controllo pubblico, con la presentazione di un accordo di programma che contenga garanzie occupazionali e che proceda verso una riconversione di carattere ambientale a tutela di tutto il territorio Tarantino.
Infine, USB ha richiesto il ritiro dei licenziamenti a nostro avviso ilegittimi disposti da Acerlor-Mittal che hanno riguardato personale che durante l’emergenza hanno denunciato situazioni su salute e sicurezza non congrue. Su questo anche il Ministro Patuanelli e la Ministra Catalfo hanno richiesto all’azienda un passo indietro, al fine di evitare un esasperazione della situazione tra le maestranze, già esasperate dalla situazione di incertezza lavorativa.

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