22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

Armi e rapine. Sequestrati terreni e auto


GROTTAGLIE – Maxi sequestro di beni durante una operazione condotta dalla Guardia di Finanza. Sotto chiave due appezzamenti di terreno, automezzi e disponibilità finanziarie.

I militari della Compagnia di Martina Franca, diretti dal capitano Carlo Balestra, al termine di accertamenti riguardanti violazioni alla normativa antimafia, che prevedono l’applicazione delle misure di prevenzione, anche patrimoniali, a carico di persone appartenenti alla criminalità, hanno eseguito un decreto di sequestro, emesso dai giudici del Tribunale di Taranto, su richiesta della locale Procura riguardante due appezzamenti di terreno, ben quindici automezzi, quote societarie di tre imprese e denaro depositato su conti correnti bancari, per un valore di oltre 200mila euro. In particolare il provvedimento ha interessato una persona già condannata per i reati di ricettazione, rapina e detenzione abusiva di armi, ed altre tre persone che fungevano per lui da prestanome.

I sequestri dei patrimonio sono stati eseguiti a Taranto, Grottaglie, Villa Castelli, Montalbano jonico e Scanzano Jonico. Quello eseguito stamattina dagli investigatori delle Fiamme Gialle è l’ennesimo nell’ambito di indagini patrimoniali sulla mala locale.

Qualche settimana fa, infatti, la Guardia di Finanza aveva sequestrato beni ad un pregiudicato tarantino. Da tempo le Fiamme Gialle stavano indagando sul caso, attraverso una serie di accurati controlli, anche incrociati, per verificare quella che appariva come una macroscopica sproporzione reddituale. A seguito delle verifiche, durate qualche mese i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria avevano chiuso il cerchio e sequestrato beni mobili ed immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 800 mila euro.

Nello specifico si tratta di due appartamenti, una azienda un esercizio commerciale, due autovetture e denaro.

Sull’uomo pendevano condanne per ricettazione, associazione per delinquere, truffa continuata, tentato omicidio, furto e detenzione illegale di armi. Il sequestro è collocato nell’ambito delle violazioni del “codice antimafia” che prevede l’applicazione delle misure di prevenzione, anche patrimoniali, a carico di chi, sulla base proprio delle verifiche, sia ritenuto particolarmente “sensibile” a questo tipo di attività.

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