27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

Ospedale San Cataldo di Taranto, sentenza del Consiglio di Stato riforma Tar di Lecce

Ospedale San Cataldo
Ospedale San Cataldo

Per l’affidamento dei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto, il Consiglio di Stato ha riformato la pronuncia di primo grado del Tar Lecce e ha accolto sia l’appello proposto dal raggruppamento aggiudicatario dei lavori capeggiato dalla Debar Costruzioni Spa, sia l’appello proposto da Invitalia in veste di stazione appaltante che ha indetto la procedura per conto della Asl di Taranto.

I giudici amministrativi di secondo grado hanno chiarito che le modalità di esecuzione proposte dal raggruppamento aggiudicatario – che prevedono l’esecuzione di lavorazioni notturne per ridurre la tempistica dei lavori – sono compatibili con la normativa vigente.

È stato così rimosso l’unico ostacolo sostanziale che il Tar aveva opposto all’affidamento dei lavori a Debar.

“Rimane soltanto un passaggio procedimentale ulteriore, per valutare la congruità della tempistica dell’offerta, ma che a questo punto appare per lo più formale, dato che non si potrà più dubitare della possibilità di lavorare in ore notturne”, spiega Domenico De Bartolomeo responsabile della Debar.

Invitalia dovrà tenere conto di quanto “statuito in merito alla ricostruzione del quadro normativo di riferimento, alla acclarata assenza di divieti assoluti circa le lavorazioni notturne disturbanti ed alle diverse possibilità di autorizzazioni in deroga che vi sono contemplate”. “Non si vedono impedimenti sostanziali all’avvio di lavori che consentiranno alla città di Taranto di poter finalmente beneficiare di una nuova e moderna struttura ospedaliera – prosegue l’imprenditore – Come espressamente detto in sentenza, non sarà infatti necessario attendere la decisione della Corte di Giustizia Europea una volta che le residue verifiche siano state positivamente effettuate. Tutti gli altri motivi di ricorso proposti dal raggruppamento capeggiato dal consorzio Research, secondo classificato nella procedura di gara, sono stati definitivamente respinti.

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