08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Cronaca

«Imprese al collasso ma nessuno parla»


«Non me ne frega più niente di nessuno. Non starò zitto, continuerò a mettermi contro mezzo mondo». 

Le parole del presidente della Confcommercio di Taranto Leonardo Giangrande (nella foto) riecheggiano come un campanello d’allarme, forse l’ultimo, per salvare il mondo della piccola e media impresa.

I numeri, snocciolati nel corso della conferenza stampa andata in scena questa mattina, lasciano poco spazio alle chiavi di lettura: «Nei primi tre mesi del 2013, nella nostra provincia, ci sono state 289 imprese che hanno dovuto chiudere i battenti. Facendo un calcolo approssimativo, sono andati in fumo circa 1.200 posti di lavoro. Cifre sconvolgenti. Il problema è che nessuno si scandalizza. Eppure, ci sono drammi quotidiani di imprese che sono costrette a chiedere aiuto alle banche ma queste non le sostengono. Per l’accesso al credito vengono chieste garanzie assurde».

In più occasioni, il numero uno dell’associazione dei commercianti, ha puntato il dito verso le Istituzioni, colpevoli, a suo dire «di non intervenire nei problemi che, forse qualcuno non lo ha ancora capito, si ripercuotono a cascata su tutto il sistema. Aiutare l’impresa vuol dire risollevare le sorti dell’occupazione. Ma la nostra classe dirigente è lontana da queste problematiche». E sulle banche «in alcuni casi gli istituti di credito applicano interessi del 14%. Questa è usura. Il presidente della Bce Mario Draghi – ha ricordato Giangrande – nei giorni scorsi ha esortato le banche ad aiutare le pmi. “Noi via abbiamo aiutato” ha detto Draghi “ora voi dovete aiutare le imprese”».

Tra le iniziative, utili a risollevare le sorti del mondo della piccola e media impresa «la richiesta al prefetto per convocare un tavolo di confronto. La situazione è grave. Non è possibile aspettare, anche se, ormai, siamo gli unici a chiedere aiuto». Poi l’appello indirizzato alla Regione, riguardo ai fondi destinati ai Confidi. «Chiamerò l’assessore Loredana Capone per capire se saranno erogati o meno “quei” 50milioni di euro». Tra le criticità che levano il sonno ai tarantini che vogliono continuare a fare impresa anche le tasse. «La pressione fiscale è al 59% ma nessuno parla. A questo punto non starò zitto. Continuerò, anche nel silenzio generale, a battermi per salvare le nostre imprese».

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