20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Cronaca

Rosa D’Amato: Ue Conferma, ferrovie sud est deve rimborsare biglietti in caso di ritardo

Rosa D’Amato
Rosa D’Amato

“L’Italia non applica deroghe al regolamento” dell’Ue “relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario”. Pertanto, la società Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici S.r.l deve prevedere il rimborso dei biglietti in caso di ritardi superiori ai 60 minuti, anche per i biglietti di corsa semplice, cosa che a oggi non è prevista dall’azienda. E’ quanto emerge dalla risposta della Commissione europea a una interrogazione dell’eurodeputata Rosa D’Amato. “Nella mia interrogazione segnalavo anche la mancanza di chiarezza sugli indennizzi in caso di ritardo. La Commissione ha ricordato che il ‘regolamento specifica gli importi dei rimborsi per i ritardi superiori ai 60 minuti. Si tratta del 25 % del prezzo del biglietto per i ritardi da 60 a 119 minuti e del 50 % del prezzo del biglietto per i ritardi di 120 minuti o superiori. I passeggeri che non scelgono il rimborso possono richiedere un’alternativa di viaggio ed essere risarciti per i ritardi superiori ai 60 minuti, a condizione che non siano stati informati del ritardo prima dell’acquisto del biglietto’”.
Nella sua interrogazione, D’Amato chiedeva anche una maggiore attenzione ai diritti dei passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, visto che il servizio trasporti su strada di Ferrovie Sud Est assicura solo occasionalmente il trasporto di un diversamente abile su carrozzella. “Purtroppo, seppure il regolamento Ue vieta la discriminazione dei passeggeri sulla base della disabilità o della mobilità ridotta, la legge lascia la possibilità ai vettori di ‘rifiutarsi di trasportare i passeggeri in questione qualora il trasporto non possa avvenire nel rispetto degli obblighi di legge’ o della sicurezza del passeggero. Credo che questa sia una vera e propria beffa che va corretta a livello europeo e nazionale. Mi impegnero’ affinché i servizi di trasporto, in quanto bene pubblico, siano obbligati a dare a tutti le stesse opportunità, siano essi normodotati o no”, conclude D’Amato.

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