11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca

Crisi e appalti pubblici. «Ci state uccidendo»


Stretti dalla morsa della crisi. Ma anche dai ‘lacci e lacciuoli’ della burocrazia. La sezione Edile di Confartigianato lancia l’allarme.

L’occasione è la conferenza stampa tenuta stamattina dall’Anaepa sui criteri scelti dalle pubbliche amministrazioni per l’aggiudicazione degli appalti.

“Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sta creando problemi alle piccole e medie imprese locali. Il perdurare di tale situazione porterà nel tempo alla morte sicura di numerose aziende, e non solo per l’effetto della crisi del momento” ha spiegato il presidente della sezione Stefano Argento (nella foto), affiancato in conferenza dal segretario provinciale di Confartigianato Fabio Paolillo. Mettici poi anche i tagli agli enti locali che a loro volta devono risparmiare sulla spesa e il quadro è completo.

Il messaggio è chiaro: stiamo morendo, avvisano le imprese tarantine. “Il settore dell’edilizia da sempre è stato il motore dell’economia nazionale e locale, con un indotto di notevole importanza. Attualmente anche tale settore risente della profonda crisi che ha prodotto numerosi tagli agli Enti Locali con una drastica riduzione della realizzazione di opere. Inoltre, ad alimentare il difficile momento concorrono altri fattori di criticità, primo fra tutti il frequente uso da parte delle Pubbliche Amministrazioni del criterio di aggiudicazione dell’Offerta Economicamente più Vantaggiosa”.

Ed ecco il punto. “La vigente normativa lascia alle Stazioni Appaltanti la scelta del criterio con cui aggiudicare un appalto, ciò è disciplinato dall’Art. 81. del D.Lgs 163/06 ‘Criteri per la scelta dell’offerta migliore’ che recita: Nei contratti pubblici, fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alla remunerazione di servizi specifici, la migliore offerta è selezionata con il criterio del Prezzo più Basso o con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; Le stazioni appaltanti scelgono, tra i criteri di cui al comma 1, quello più adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto del contratto”.

Una premessa che serve ad Argento a spiegare come: “L’individuazione del criterio di aggiudicazione da utilizzare nel caso concreto non può essere effettuata in termini generali e astratti ma va operata dalla singola stazione appaltante in relazione alle caratteristiche concrete dello specifico appalto. E’ dunque l’oggetto del contratto da affidare l’elemento centrale che l’ente appaltante deve valutare. Se tale oggetto si sostanzia in opere che non hanno una particolare complessità o valenza tecnologica ed hanno invece un carattere tipicamente standardizzato, l’offerta dovrà essere valutata sulla base del solo elemento economico e di conseguenza il criterio di aggiudicazione più idoneo sarà quello del Prezzo più Basso”.

Le Pmi aderenti ad Anaepa ritengono che l’uso assiduo da parte delle Pubbliche Amministrazioni del criterio di aggiudicazione dell’Offerta Economicamente più Vantaggiosa limiti fortemente la loro partecipazione, “perché esso prevede, per l’aggiudicazione dell’appalto, la presentazione di un progetto contenente migliorie rispetto alla progettazione posta a base di gara, e ciò risulta troppo oneroso per le piccole-medie realtà economiche. In questo momento storico non è pensabile che una Pmi possa corrispondere costantemente, gara dopo gara, migliaia di euro in progettazioni migliorative, per la sola partecipazione agli appalti pubblici. Il perdurare di tale situazione, porterà nel tempo alla morte sicura di numerose aziende e non solo per l’effetto della crisi del momento. Un dato importante lo rileva la significativa disuguaglianza del numero dei partecipanti nelle procedure aperte indette con il criterio dell’Offerta Economicamente più Vantaggiosa, alle quali partecipano in media non più di 10 imprese, rispetto a quelle indette con il criterio del Prezzo più Basso, il cui numero delle imprese partecipanti in media è di 150. Questi dati – ha spiegato il presidente Argento – devono essere letti unicamente come espressione del malessere diffuso tra le imprese operanti nel settore dei lavori pubblici”.

Per questo l’Anaepa richiama l’attenzione delle pubbliche amministrazioni all’adozione del criterio del Prezzo più Basso per “favorire una più ampia partecipazione delle imprese nel rispetto della massima concorrenza e trasparenza”.

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