27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca

Covid, Fratelli d’Italia al ministro Boccia: “Puglia modello per le altre regioni? Forse il ministro non sa cosa è davvero successo”

Il Ministro Francesco Boccia agli Stati Generali di Roma
Il Ministro Francesco Boccia agli Stati Generali di Roma

 

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, sorpreso dalla dichiarazione del ministro Francesco Boccia.
“Magnificare la Puglia come modello anti-Covid per l’Italia non solo non risponde alla realtà ma può essere addirittura pericoloso perché potrebbe indurci a sottovalutare deficienze di sistema ed errori commessi e non portarci a porre correttivi in caso di nuova ondata. Lo diciamo al ministro Francesco Boccia con il rispetto che gli si deve e senza spirito polemico.
Intanto dobbiamo dirci fortunati rispetto alle Regioni del Nord perché mentre in quelle Regioni l’epidemia è piovuta addosso in un contesto di negazionismo e di scarse conoscenze cliniche e scientifiche, da noi come in tutto il Meridione e nelle Isole l’epidemia era attesa ed abbiamo avuto il tempo per prepararci e di fare buon uso delle esperienze del Nord. Non solo, sono state determinanti le misure di lockdown che hanno arginato la trasmissione e la diffusione del virus. Nonostante tutto questo il ministro Boccia deve riflettere sulla più alta mortalità grezza e specifica e sulla più ritardata guarigione degli ospedalizzati che si registrano in Puglia rispetto a tutte le Regioni protette dal lockdown nello stesso momento. Perché? A nostro avviso è stata ritardata la presa in carico dei soggetti Covid positivi per colpevole decisione del Presidente Emiliano di voler tenere a casa i medici di medicina generale che è bene ribadire sono nel nostro Paese i primi tutori della salute dei cittadini compresi gli ospiti delle RSA-RSSA. Cittadini che si sono riversati nei Pronto Soccorsi degli ospedali impreparati ad affrontare il flusso di utenti per mancanza di DPI, per assenza di percorsi e spazi separati, per mancata azione dei Servizi di Prevenzione e Protezione e per assenza di unità di valutazione del rischio clinico. In pratica gli ospedali si sono trasformati da luoghi di cura in luoghi di contagio.
Il tutto in un contesto di assistenza territoriale depauperato negli anni di risorse nei Distretti Socio-Sanitari e dei Dipartimenti di Prevenzione, di una carenza di posti letto di rianimazione previsti da Piano Ospedaliero e non attivati e di forte reticenza ad effettuare i tamponi. Pensi il ministro Boccia alle morti e ai contagi nelle RSA-RSSA dovuti al fatto che la Regione non ha fornito i DPI e non ha proceduto ad effettuare sistematicamente i tamponi come prescritto dalla Circolare Ministeriale del 25 marzo. E pensi anche ai ritardi e alle mancate attivazioni delle USCA che la Puglia avrebbe dovuto attivare dal 19 marzo e ad oggi sono assenti se non in una attività estremamente residuale.
Rifletta il ministro Boccia e approfondisca con chi in Puglia ha lottato e sofferto in questi mesi. Noi come sempre siamo pronti ad un confronto sereno e costruttivo e siamo convinti che una dichiarazione del genere mai avrebbe potuto farla il Ministro Boccia se solo avesse valutato a fondo quanto successo in Puglia. Se poi il ministro Boccia, ma se così fosse ce ne dispiacerebbe molto, ha basato le sue valutazioni sul maggior numero di comparsate televisive del suo presidente allora il Ministro Boccia ha sicuramente ragione. Ed ha ancora più ragione se mette in conto tutte le ordinanze farlocche, confusionarie ed illusorie che Emiliano ha sfornato in questi mesi senza alcun senso logico.
Questo solo per quanto concerne l’emergenza Covid… se Boccia vuole possiamo elencare anche i primati della Regione Puglia in Agricoltura, Turismo, Lavoro etc.”

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