10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

Stefàno, le intercettazioni e le dimissioni


C’è chi ci spera, chi resta scettico e chi propende per la “terza via”.

Non accenna ad arrestarsi la polemica che ruota attorno alle indiscrezioni riguardanti il coinvolgimento del sindaco di Taranto Ippazio Stefàno nell’inchiesta “Ambiente Svenduto”.

Il primo cittadino risulterebbe indagato per abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. La prova sarebbe l’invio di un avviso di proroga delle indagini per altri sei mesi. Il problema è che Stefàno, fino ad ora, oltre a negare ogni eventuale addebito, ha anche assicurato di non aver ricevuto alcuna notifica.

Ieri, nel corso di una nostra intervista, il sindaco ha comunque garantito: «Se dovessi essere indagato mi dimetterei, fermo restando che sono a posto con la coscienza. Mi dimetterei certamente, anche se ho sempre agito nell’interesse della città e mai per interessi personali, di parte o di gruppi di persone». Dichiarazioni che, come ovvio, hanno diviso la città ed i partiti, in attesa del Consiglio comunale di lunedì.

In quell’occasione si discuterà, tra le altre cose, dell’interpellanza presentata dal consigliere comunale del Movimento Condemi, Aldo Renna.
Il documento è infarcito di trascrizioni delle intercettazioni riguardanti colloqui intercorsi tra il sindaco Stefàno e l’ex pr dell’Ilva Archinà. «Sono pronto a trasformare la mia interpellanza in mozione di sfiducia» fa sapere oggi Renna. Nel frattempo, una prima difesa arriva dal capogruppo degli Sds Alfredo Spalluto: «massima fiducia nell’azione della Magistratura convinto della necessità di approfondire e fare piena luce sulla vicenda di per sé molto complessa. Per quanto riguarda la posizione del sindaco Stefàno sono certo che si chiarirà la sua totale estraneità ai fatti».

Quindi l’invito alle opposizioni «non prestarsi a facili strumentalizzazioni. Bisogna pensare a quanto la comunità tarantina ha bisogno di un’Amministrazione salda e operosa nei confronti dei tanti problemi e della necessità di crescita che pone il territorio. Rispetto ai quali non è consentita alcuna distrazione».

Un invito che lascia indifferente Giampaolo Vietri, consigliere comunale del Pdl, che attacca: «Stefàno dovrebbe dimettersi a prescindere dall’inchiesta in corso. Dopo sei anni di sua amministrazione la città è nel caos assoluto. Con l’annuncio di dimissioni cerca di ritagliarsi l’immagine di persona per bene, non attaccata alla poltrona, ma la sua posizione è evidentemente finalizzata ad una convenienza del tutto personale per scaricarsi da qualsiasi ulteriore impegno nei confronti della città».

Anche su internet il pressing è asfissiante. Come detto c’è chi spera nelle “immediate” dimissioni del sindaco e chi, invece, resta scettico. Tra le due ipotesi si inserisce la “terza via”, quella che vedrebbe uno Stefàno “attendista”. In pratica il sindaco lascerebbe trascorre i sei mesi di proroga dell’avviso, aspettando la conclusione delle indagini e sperando nell’archiviazione.

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