26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 08:56:00

Cronaca

Mar Piccolo, tempo scaduto per le cozze


TARANTO – Cozze, tempo scaduto per abbandonare mar Piccolo. Quel primo seno diventato tristemente famoso per la storia delle cozze ‘al veleno’ entro domani dovrà essere liberato. Liberato dai mitili ‘adulti’ quelli che sarebbero cioè pronti per la vendita. Mentre resta il novellame – almeno fino a febbraio 2014 – e, a sentire i mitilicoltori, qualche filare utile a continuare il monitoraggio.

Per gli operatori del primo seno inizia una nuova avventura nelle acque di mar Grande. Con una serie di incognite. Oggi, alla vigilia dell’ennesima proroga accordata dal tavolo regionale, delle 23 cooperative di partenza, quelle cioè che operavano nel primo seno, in otto sono passate nelle aree di fronte al lungomare. In questi giorni si stanno completando le ultime operazioni, come dimostra il via vai di barche.

La scadenza del 30 aprile si riferisce al tempo massimo per spostare le produzioni targate 2013 dal primo seno: “Chi ha potuto, chi cioè aveva già una concessione nel secondo seno, le ha spostate lì” spiegano da Confcooperative.

“In mar Grande siamo otto cooperative” aggiunge Luciano Carriero. La sua coop ha fatto da apripista nei mesi scorsi. “Gli altri sono nel secondo seno, si sposteranno in mar Grande magari, una volta sistemati gli impianti, per la produzione 2014. Il primo seno di mar Piccolo invece lo abbiamo liberato completamente dalle cozze adulte, è vuoto, resta solo il novellame e qualche filare per il monitoraggio”. Non è escluso – anche se non ancora preventivato – un sopralluogo della Asl per verificare, all’indomani della scadenza, che tutto il prodotto che altrimenti rischierebbe di essere mandato al macero, sia stato spostato.

Intanto, inizia la nuova avventura – perchè di avventura si tratta – a mar Grande. Ed è partita anche la classificazione delle acque: 12 prelievi, al ritmo di due al mese, per i prossimi sei mesi, per poter dare l’ok definitivo alla vendita del prodotto emigrato da mar Piccolo.

“I primi prelievi sui primi dieci campioni sono stati effettuati e le analisi sono andate bene”. Una speranza per chi, come sottolinea Carriero, lo “sforzo”, anche economico, di spostare impianti e produzioni nell’altro mare di Taranto non se lo poteva permettere ma che lo ha fatto nella speranza di tornare un giorno in mar Piccolo. “Noi il nostro o abbiamo fatto, abbiamo salvato, spostandola dal primo seno, la produzione. Ora ci aspettiamo che il primo seno venga bonificato, è lì che vogliamo e dobbiamo tornare”. E’ quella la loro casa. “Mar Grande è solo una sistemazione temporanea”.

C’è infatti un’altra scadenza che incombe: “la Marina ha concesso le aree del lungomare per due anni. Scadono a dicembre 2013” ricorda Carriero, cosa accadrà dopo è tutto da vedere. Tra i mitilicoltori c’è voglia di riscatto: il loro, ripetono per l’ennesima volta, è un prodotto controllato. La cozza tarantina è diventata sorvegliata speciale. “E’ un prodotto sicuro, quello che viene venduto” Carriero ricorda: “la produzione del primo seno corrisponde al 25%, il resto, il 75% delle cozze tarantine, sono buone, e controllatissime”.

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