10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

Primo maggio, c’è la festa. Non i lavoro


Festa dei lavoratori, ma senza lavoro. In occasione del Primo Maggio le segreterie territoriali di Taranto di Cgil, Cisl e Uil inviano una nota unitaria, una fotografia della situazione e le proiezioni per il prossimo futuro.

Un’analisi in chiaro-scuro: perchè se uno spiraglio i sindacati lo riescono a intravedere, c’è l’ombra della cassa integrazione che vede Taranto tra le prime province in Italia con 3.624 lavoratori interessati. 

«“Priorità lavoro” è lo slogan di Cgil Cisl Uil nazionali per celebrare, unitariamente, il 10 maggio 2013 Festa dei Lavoratori, rivendicando la creazione di nuovo lavoro e di nuova occupazione quali scelte strategiche ineludibili per il presente ed il futuro dell’Italia, sollecitando al nuovo Governo l’attivazione immediata di politiche di superamento del rigore e dell’austerità fine a se stessi e la promozione, d’intesa con l’Europa, di una crescita economica e produttiva adeguata che ponga argini all’impoverimento generalizzato di lavoratori dipendenti e pensionati e al ridimensionamento del welfare».

Quindi il passaggio su Taranto: «Sul versante territoriale, Cgil Cisl Uil considerano lo slogan “Priorità lavoro” fortemente coerente ed evocativo del lungo percorso vertenziale unitario denominato “Contrastare la crisi. Programmare lo sviluppo” ufficialmente varato con la grande manifestazione pubblica tenuta a Taranto, il 30 maggio 2009, sulla base di proposte sindacali confederali a sostegno del lavoro, del welfare e per lo sviluppo dell’area. Mediante tali proposte il Sindacato valutava già allora indispensabile ed improcrastinabile che si affrontasse la realtà di crisi con efficaci e importanti misure di governo e di contrasto alla deriva economica occupazionale, contro i rischi concreti – rivelatisi purtroppo fondati – di impoverimento dell’economia locale, di ridimensionamento sensibile dei livelli occupazionali e di crescita dell’area di povertà della nostra popolazione».

«Detto percorso vertenziale – prosegue -, grazie alla forte mobilitazione proseguita nel tempo, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, ha riattivato o ricreato qui, nel corso degli ultimi quattro anni, tutta una serie di potenzialità di sviluppo e di occupazione aggiuntiva, anche grazie all’efficace lavoro elaborativo della Consulta per lo sviluppo insediata presso la Provincia e alla Nuova Vertenza Taranto in essa progettata e condivisa da tutti i soggetti Istituzionali, Produttivi e Sociali del territorio. L’interlocuzione con il Governo ha prodotto, a seguire, il Tavolo Istituzionale, i finanziamenti nel settore della portualità e delle Bonifiche del SIN di Taranto, la restituzione alla città capoluogo di aree demaniali, i finanziamenti per il Piano Città, la deroga al blocco delle assunzioni di personale nel Sistema Sanitario pubblico territoriale con finanziamenti (30 milioni in tre anni) anche per l’istituzione del Centro Ambiente e Salute nel cui ambito rivendichiamo il potenziamento del Servizio di Sorveglianza Sanitaria».

«Ed inoltre, il Polo tecnico-scientifico – insiste il documento -, l’Autorizzazione Integrata Ambientale Ilva (L.n. 231/2012) che ha avviato il ciclo virtuoso di ambientalizzazione dello stabilimento siderurgico e la contestuale salvaguardia occupazionale dei dipendenti anche in virtù dei contratti di solidarietà proposti dal Sindacato, mentre in atto è il confronto sui Protocolli per la sicurezza e la legalità negli appalti pubblici e sulla clausola di bacino che, a seguito della mole di investimenti in fase di realizzazione nel territorio, possa offrire una prospettiva occupazionale ai lavoratori attualmente fuori del mercato del lavoro». Per Cgil, Cisl e Uil: «Il 1o maggio 2013 vede Taranto e il suo territorio, perciò, potenzialmente avviati verso una fase di rilancio economico-produttivo e occupazionale benché, al contempo, in fortissima sofferenza a motivo delle migliaia di disoccupati, di giovani in particolare e delle decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione guadagni – 20.070 in Puglia, 3.624 a Taranto che, così, risulta tra le prime province italiane per numero di giorni in Cig sul totale dei dipendenti – in particolare nei settori commercio, industria, artigianato. Per queste lavoratrici e lavoratori Cgil Cisl Uil rivendicano da tempo la copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali, perché sia scongiurato il dramma sociale della disoccupazione definitiva che si rivelerebbe di dimensioni incalcolabili. Contestualmente, sollecitano le Istituzioni territoriali a partire dal comune di Taranto a porre in essere ogni misura amministrativa necessaria a dar corso agli investimenti pubblici previsti e, dunque, all’apertura dei nuovi cantieri di lavoro».

 

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