Cronaca

Acquario a Taranto, lettera di Gianni Liviano al sottosegretario Turco 


Delfini nelle acque di Taranto - Copyright: Jonian Dolphin Conservation

“Leggo con piacere che nell’ultimo incontro del tavolo istituzionale per Taranto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, sen. Mario Turco, ha parlato della realizzazione nella nostra città di un Acquario sullo stile di quello di Genova. E leggo che per la realizzazione di questa importante struttura ci sarebbe una dotazione finanziaria pari a 50 milioni di euro oltre al fatto che il Comune di Taranto è favorevole alla costruzione dell’Acquario. Questa notizia mi conforta perchè mi fa capire di averci visto giusto circa un anno e mezzo fa”.

A parlare così è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale, sull’argomento, ha inviato una lettera al sottosegretario Turco con la quale ricorda una sua analoga iniziativa datata febbraio 2019.

“Su mio invito, e dopo numerosi contatti con la società Costa Edutainment spa, – scrive Liviano – il dott. Senes, project manager della predetta società, il 7 e 8 febbraio del 2019 è stato a Taranto al fine di visionare eventuali siti da destinare alla creazione di un acquario. L’acquario avrebbe avuto dimensioni inferiori a quello di Genova e non avrebbe ospitato cetacei (delfini soprattutto) in quanto la legge nazionale che regola queste strutture è molto restrittiva in tal senso. Per Taranto si ipotizzava una struttura medio-grande di 5/10mila metri quadri. L’acquario di Genova è di 27mila metriquadrati, ha un’occupazione diretta di 250 persone e un indotto almeno triplicato. La mattina del 7 febbraio – prosegue Liviano –  a Bari c’è stato l’incontro con il direttore dell’Autorità di gestione dei fondi europei della Regione Puglia, dott. Pasquale Orlando, e il direttore di Puglia Sviluppo, Antonio De Vito, con i quali sono stati scandagliati i vari strumenti finanziari che avrebbero potuto essere utilizzati in prospettiva futura qualora il progetto di realizzare l’acquario fosse andato in porto. Da parte della Regione c’era interesse al progetto. Il dott. Orlando in quella sede propose  di utilizzare il Pia turismo e investimenti Por della Regione. In quell’incontro era stata valutata la possibilità di reperire fondi anche dal Contratto di sviluppo”.

Nel pomeriggio dello stesso giorno ci sono poi stati gli incontri con il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, e il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli. “Quest’ultimo – spiega Liviano – aveva indicato anche un’area immediatamente adiacente la sede della Camera di commercio quale possibile location. All’incontro in CdC era stato invitato anche il sindaco Melucci che, però, non si è presentato. Subito dopo la CdC, ci sono stati gli incontri con il direttore del Cnr e con il responsabile dell’associazione  Jonian Dolphin Conservation. Incontri proseguiti il giorno dopo con l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, con il presidente della Banca di Taranto, Lelio Miro, e il segretario generale dell’Autorità portuale, Luigi Di Blasio. L’ing. Senes ha poi visionato il contenitore dell’ex Gambero e l’area del parco della rimembranza e degli ex cantieri Tosi. Ma si è ragionato anche sulla zona dei campi sportivi dell’Arsenale militare, lo yard ex Belleli e la zona della ex Ajvam quali potenziali siti per accogliere l’Acquario”.

Una decina di giorni dopo la sua visita, l’ing. Senes “mi ha comunicato l’interesse da parte dell’ing. Costa a realizzare l’acquario a Taranto proponendo di procedere con lo studio di fattibilità che si sarebbe composto di una parte generale, dell’analisi e scelta del sito, delle caratteristiche tecniche del progetto, dello sviluppo e delle potenzialità dell’iniziativa, dei costi di gestione della struttura, della valutazione economico-finanziaria.

“Per quanto riguardava la composizione societaria, che sarebbe stata analizzata nello studio, – fa presente Liviano al sottosegretario – le ipotesi suggerite dall’ing. Senes erano quelle del Progetto di finanza oppure un investimento pubblico. Ovviamente altre ipotesi che sarebbero potute emergere durante lo studio sarebbero state prese in considerazione. Tutto poi è caduto per l’indisponibilità o il poco interesse del Comune di Taranto. Quello stesso Comune che oggi è favorevole al progetto illustrato negli incontri del Cis. Il coinvolgimento di Costa Edutainment – conclude  Liviano nella lettera – si spiega perchè ragionavamo su una serie di attrattori culturali come strumento di occasione economica e come affrancamento dalla monocultura industriale. Inoltre il progetto dell’acquario ben si inseriva nella intelaiatura della legge regionale per Taranto. Gli elementi connaturati all’idea del mare sono quelli che dovranno scandire il futuro di questa nostra comunità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche