Cronaca

Settimana Santa, il 18 maggio la commissione


Nominata la commissione, è fermento per capire quale saranno i parametri dell’annunciata ‘riforma’ dei Riti della Settimana Santa tarantina.

Il team si metterà al lavoro una volta conclusi i festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo, aveva annunciato il vescovo Santoro. E così sarà: la prima riunione sarebbe stata fissata per giorno 18, al mattino.

E intanto, in città ci si domanda quali saranno gli aspetti al vaglio dei “saggi” nominati dal vescovo nella stessa “commissione di studio sui Riti della Settimana Santa” (questa la dicitura ufficiale). Ne fanno parte, oltre allo stesso vescovo Santoro, il vicario generale monsignor Alessandro Greco, il vicario episcopale per il laicato monsignor Paolo Oliva, il padre spirituale e il priore delle confraternite dell’Addolorata, del Carmine e di Pulsano, rispettivamente monsignor Cosimo Quaranta e Antonio Liuzzi, don Marco Gerardo e Antonello Papalia e don Franco Damasi e Giovanni Di Maggio. Quindi, gli esperti, gli storici delle tradizioni locali individuati in Piero Massafra, Vittorio De Marco, Fabrizio Amandonico e il giornalista Angelo Caputo; don Emanuele Ferro, portavoce dell’arcivescovado, il direttore dell’Ufficio confraternite Franco Zito e tre coppie di confratelli e consorelle delle tre congreghe, sei in tutto.

In base alle riflessioni dell’arcivescovo, prima nel messaggio di Quaresima, poi a sostegno della sua decisione di spostare dalla domenica delle Palme la data delle gare, o aste, per l’aggiudicazione dei simboli delle processioni del Giovedì e del Venerdì Santo, uno degli aspetti sarà sicuramente quello economico. Facile indovinare che si vorrà metter mano ai criteri di aggiudicazione, incentivando le opere di carità. Tutta da decifrare la decisione di inserire anche una rappresentanza di consorelle nella commissione di studio. Difficile insomma anticipare le modalità della ‘rivoluzione’: che si vogliano in qualche maniera ‘impoverire’ i Riti? Sono del resto le paure che già albergano negli animi dei confratelli.

Sui social network iniziano a girare i primi commenti di dissenso e a circolare un certo malumore nei confronti dell’individuazione della commissione e dell’annunciata riforma. Prova ne è un’immagine che sta girando su facebook (la pubblichiamo in questa stessa pagina) “difendo le nostre tradizioni, difendo la nostra storia, difendo i nostri Riti” recita il post che molti confratelli e consorelle (e non solo) stanno condividendo e che in due giorni ha totalizzato circa 1000 visualizzazioni e molte condivisioni.

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