Cronaca

Omicidio Malcore. Domani via al processo


Domani, in Corte D’Assise, inizia il processo per l’omicidio della guardia giurata Francesco Malcore.

In questo martedì nel tribunale tarantino prende il via il dibattimento per la sanguinosa rapina in cui, nel dicembre scorso, perse la vita il vigilante tarantino, al quartiere Tamburi.

Un aula davanti al giudice dovranno comparire il quarantenne Francesco Colace e il 37enne Cosimo taglio, entrambi sospettati di essere i colpevoli del terribile assalto che costò la vita a Malcore.

Dopo la tragedia, fu proprio Taglio ad addossarsi ogni responsabilità, spiegando di aver compiuto la rapina per esigenze economiche. Dichiarazioni che però lo stesso poi ritrattò.

Durante un’interrogatorio davanti alle forze dell’ordine, infatti, dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, ha dato una diversa ricostruzione dei fatti. Taglio, assistito dai legali tarantini Salvatore Maggio e Patrizia Boccuni, ha invece sostenuto di non aver mali avuto a che fare né con la rapina, né con l amore di Malcore. Diversa la situazione per il coimputato Francesco Colace, difeso dall’avvocato Fabrizio Lamanna) che ha sempre detto di avere un alibi, negando di aver partecipato alla rapina. Alibi che secondo il sostituto procuratore Daniela Putignano non lo scagionerebbe.

Il pm ha tra l’altro ritenuto che esistono gravi indizi a carico di entrambi gli imputati. Secondo i magistrati inquirenti, sia Taglio che Colace avrebbero fatto parte della banda che assaltò il portavalori davanti all’istituto bancario di via Orsini, nel cuore del quartiere Tamburi. Altrui complici non sono stati ancora individuati. Taglio e Colace, che hanno già precedenti penali per un altra rapina, sarebbero colpevoli dell’omicidio sia per il pubblico ministero che per il gip Martino Rosati, che firmò l’ordinanza di custodia cautelare per entrambi.

Stessa ricostruzione quella del gup Pompeo carriere che li ha rinviati a giudizio.

L’udienza di domani servirà a fare ulteriore chiarezza sulla sanguinosa rapina che lasciò una ferita indelebile non solo al quartiere Tamburi, ma per l’intera città. Tra le parti cicli del processo la famiglia della vittima e l’istituto di vigilanza per il quale Malcore stava lavorando.
L’avvocato Eligio Curci ha chiesto per l’azienda del vigilante un risarcimenti di un milione di euro.

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