Cronaca

Sfrattati e sfollati protestano a Talsano


TARANTO – Accampati in tende e roulotte per aspettare (e sorvegliare) le case.

Un incontro per definire la situazione delle famiglie sfrattate, senza fissa dimora e sfollate. La richiesta, contenuta in una lettera inviata al prefetto, al questore ed al sindaco, arriva da Rocco De Pace che, assieme ad un nutrito gruppo di tarantini, sta portando avanti una protesta a Talsano (nella foto dello studio R. Ingenito). Un’azione che la dice tutta sull’emergenza abitativa in riva ai due mari.

«Chiediamo un tavolo istituzionale – spiegano nella lettera. Da quasi un mese protestiamo in maniera civile presso gli edifici di via Guarini, 76, a Talsano. Queste case sono state realizzate nell’ambito del progetto Pirp che con delibera comunale n.187 del 2011, sicuramente saranno destinati 12 appartamenti ad Erp (edilizia residenziale pubblica, ndr)».

Le famiglie si dicono «contro le occupazioni abusive. Protestiamo perché non vediamo futuro per le nostre famiglie, infatti, la nostra sofferenza nasce da lontano, da oltre tre anni, con diverse ordinanze, ci hanno allontanato dalle nostre abitazioni perché pericolanti. Da allora siamo diventati invisibili per le Istituzioni alle quali non importa della dignità e della vita delle nostre famiglie». Il riferimento è allo sgombero di via Duca degli Abruzzi. Alcune di quelle famiglie, dopo una lunga odissea tra residence della provincia e contributi per l’affitto, si ritrovano ancora senza casa.

«Il Comune di Taranto, anche sotto la pressione delle nostre proteste, lo scorso 29 aprile, ha pensato di istituire un bando per le assegnazioni delle case Erp, aumentando le nostre ansie e preoccupazioni, in quanto nel bando non è prevista alcuna integrazione nè maggior punteggio rispetto alle nostre situazioni di precarietà precedentemente esposte».

Le problematiche derivanti dalla crisi economica, unite alle difficoltà nel trovare un posto di lavoro, offrono poche garanzie per il futuro di queste famiglie. Una situazione resa esplosiva dall’emergenza abitativa che, nel capoluogo ionico, ha ormai da tempo superato i livelli d’allarme.

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