04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 01:55:00

Cronaca

Sava, il Sindaco Dario Iaia sul rendiconto di gestione


L’ipotesi di dissesto del Comune di Sava esiste sono nella mente di quel gruppo di opposizione che sta sbandierando ai quattro venti, con grande soddisfazione, una possibilità che non sussiste se non nella loro fantasia.

Come abbiamo già chiarito in Consiglio comunale, senza alcuna replica da parte del consigliere di minoranza in questione, il nostro Comune ha chiuso il 2019 con un avanzo di competenza di oltre settecentomila euro e con un aumento del fondo cassa notevolissimo. Quindi, nessuno può contestare come la gestione dell’anno trascorso sia stata condotta in maniera efficace. Anche lo stesso livello di spesa dell’Ente è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2018, con un livello di pressione fiscale diminuito del 14% negli ultimi due anni in relazione alla tassa sui rifiuti, pur in costanza dei servizi erogati.

Ancor più ridicola è la questione che riguarderebbe la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte dei Conti della Puglia. L’articolo di dubbia costituzionalità è il 39-ter, commi 2 e 3, del D.L. 162/2019 (milleproroghe), che disciplina la contabilizzazione dell’anticipazione di liquidità (cosa che non riguarda il Comune di Sava).

La norma che invece riguarda il ripiano in 15 anni del disavanzo da fondo crediti di dubbia esigibilità è il 39-quater dello stesso decreto e non è oggetto di alcuna verifica da parte della Corte Costituzionale.

Non conoscono neanche il contenuto delle norme, visto che stiamo parlando di due norme diverse tra loro!

Questo basta ed avanza per chiudere la questione e dimostrare pubblicamente la loro inaffidabilità (oltre che palese ignoranza).

Inoltre, l’operazione di rinegoziazione dei mutui è figlia dell’emergenza Covid (quindi del 2020) e nulla a che fare con il rendiconto 2019. Tutti i Comuni hanno effettuato operazioni di rinegoziazione, ben consapevoli che l’operazione ha spostato in avanti la scadenza dei mutui, con maggiori oneri sul futuro. In quest’ottica il Comune di Sava si è mosso con grandissima oculatezza, rinegoziando solo 7 mutui sui 15 proposti per la rinegoziazione dalla Cassa depositi e prestiti.

Quindi, cosa ha determinato un disequilibrio tecnico contabile nei conti del Comune, che tanto sta scatenando allo scandalo? E’ semplice: il nuovo e diverso calcolo del fondo crediti di dubbio esigibilità, previsto per legge, ha determinato un accantonamento di fondi che da 3,5 milioni di euro è schizzato a oltre sei milioni di euro, con un aumento di oltre 2,5 milioni. L’accantonamento, nel futuro, tenderà a ridursi, per effetto dell’attività che sarà svolta dall’attuale concessionario della riscossione So.g.e.t., che permetterà di accelerare le procedure di riscossione. Si tratta di somme accantonate che garantiscono il futuro dell’Ente e ne limitano la capacità di spesa, e non viceversa, come si cerca – in modo maldestro – di far credere ai cittadini, ignorando, volutamente, ciò che è accaduto negli anni passati con il concessionario “Cerin”, che è sotto processo per avere sottratto al comune di Sava quasi un milione di euro. Alcuni di coloro i quali oggi ci attaccano, ieri ci criticavano per avere denunciato i vertici di Cerin alla Guardia di Finanza. Ma si sa, ogni stagione ha i suoi comportamenti.

La cosa importante da evidenziare è che i savesi possono stare tranquilli perché questa situazione di disequilibrio verrà risolta con un ripiano di sessantamila euro circa per anno per i prossimi quindici anni, che verranno prelevati dal bilancio comunale senza alcun aggravio di costi per i cittadini. E’ questa una somma assolutamente esigua che il bilancio del Comune di Sava, può assorbire senza alcun problema. Quindi, stiano tranquilli ed affrontino la campagna elettorale con la massima serenità, senza indossare gli abiti dei costituzionalisti (sic!) o dei professori di economia che non gli sono consoni, con l’unico scopo di gettare ombre sulla nostra amministrazione. Purtroppo, ancora non è chiaro che chi si propone per amministrare il nostro paese dovrebbe dire la verità ai cittadini e non mestare nel torbido.

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