16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

Il sit-in dei portuali dopo lo stop del Tar


«Fortemente preoccupati per le possibili conseguenze derivanti dalle determinazioni del Tar di Lecce». Questo lo stato d’animo dei lavoratori del porto che questa mattina hanno tenuto un sit-in nei pressi del molo polisettoriale dello scalo tarantino (nella foto dello studio Renato Ingenito).

Le segreterie provinciali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti «unitamente ai lavoratori del porto, sono da più tempo in sofferenza per una cassa integrazione finalizzata a creare le condizioni di sviluppo e consentire i tanto attesi lavori di infrastrutturazione».

La realizzazione di quelle opere, però, è stata bloccata a seguito di una ordinanza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce che «ha accolto – è possibile leggere in una nota dell’Autorità portuale – la richiesta di sospensiva presentata dal Consorzio Terminal Rinfuse Taranto di cui al ricorso contro l’Autorità portuale di Taranto per il mancato rinnovo della concessione demaniale a radice del Molo Polisettoriale, contro il Commissario straordinario del Porto di Taranto, la Regione Puglia, il Comune di Taranto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Ambiente, del Ministero dello Sviluppo Economico, della Taranto Container Terminal spa, di Evergreen Line, di Sogesid spa, Rete Ferroviaria Italiana spa, Trenitalia, Gruppo Ferrovie dello Stato.

Il provvedimento di sospensiva riguarda, oltre ai provvedimenti emanati dall’Ente in relazione al mancato rinnovo della concessione, anche il Dpcm di nomina del Commissario straordinario, l’accordo generale per lo sviluppo dei traffici containerizzati e la realizzazione delle opere di cui all’accordo medesimo. Tale decisione comporta l’immediata sospensione di tutte le attività svolte dal commissario/presidente connesse all’accordo generale con grave pregiudizio per lo sviluppo del porto di Taranto nel suo complesso con conseguenti e preoccupanti riflessi negativi sull’occupazione».

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