31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 21:23:00

Cronaca

Voleva lanciare dal balcone la figlia di soli tre anni


TORRICELLA – Voleva lanciare dal balcone la figlia di soli tre anni: arrestato per tentato omicidio. Ieri pomeriggio nella casa circondariale di largo Magli i carabinieri della stazione di Torricella hanno notificato a Erol Jasarev, macedone 34enne, una ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio aggravato e maltrattamenti in famiglia, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Taranto. Il 14 marzo scorso, a Torricella, i militari della locale caserma lo avevano arrestato per il reato di maltrattamenti e di lesioni personali nei confronti della convivente C.S. 40enne nata in Germania, poiché, per motivi legati al credo religioso, le aveva imposto, anche attraverso continue vessazioni fisiche (calci, pugni e schiaffi) e psicologiche (ingiurie e minacce), uno stile di vita rigoroso e restrittivo impedendole di lavorare, di intrattenersi a parlare con persone di sesso maschile, nonché imponendole un determinato tipo di abbigliamento.

L’autorità giudiziaria, concordando con le ulteriori risultanze investigative emerse dall’attività d’indagine condotta dai militari dell’Arma gli ha anche contestato il tentato omicidio aggravato, poiché dagli accertamenti degli inquirenti è emerso che il trentaquattrenne macedone il 15 ottobre del 2012, a Torricella, nella sua abitazione, avrebbe afferrato con la forza la figlia di tre anni, per poi sporgerla oltre la ringhiera del balcone, minacciando di lanciarla nel vuoto e non sarebbe riuscito nell’intento solo grazie al provvidenziale intervento della convivente, madre della bimba. Nel marzo scorso, come detto, il cittadino macedone era stato arrestato per lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e minaccia ai danni della convivente e della figlioletta. I carabinieri erano intervenuti nell’abitazione dell’uomo su richiesta della donna, che era riuscita a telefonare alla centrale operativa dell’Arma approfittando di un momento di distrazione del convivente. La malcapitata era stata trasportata all’ospedale di Manduria e giudicata guaribile in otto giorni. Una brutta storia. Il 34enne ha aveva tenuto segregate in casa compagna e figlioletta. Una storia di violenza domestica quella che aveva portato all’arresto del giovane macedone. Non solo le due poverette venivano rinchiuse in casa ma subivano continue pressioni, minacce e spesso venivano anche aggredite e picchiate. Poi l’ennesima lite in casa. La 43enne, in preda ormai alla disperazione, era riuscita ad afferrare il telefono e a comporre il 112. I carabinieri della locale caserma erano piombati sul posto. Avevano fatto irruzione nell’abitazione ed erano riusciti ad immobilizzare l’aggressore.Il 34enne era stato fermato per i lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e minaccia. Ora si trova ancora nel carcere di Taranto, a disposizione del dell’autorità giudizaria. Ieri pomeriggio i carabinieri gli hanno notificato un nuovo provvedimento restrittivo. Pesantissima l’accusa: tentato omicidio ai danni della figlia di soli tre anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche