04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25


TARANTO, 15-05-13 ARRESTI DA PARTE DELLA GDF DI GIANNI FLORIDO PRES PROVINCIA DI TARANTO DEL CONS MICHELE CONSFERVA E DELL'EX SEG GEN DELLA PROVINCIA VINCENZO SPECCHIA NELLA FOTO FOTO RENATO INGENITO/ANSA

TARANTO – La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del presidente della Provincia, Gianni Florido (Pd), dell’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva e dell’ex pierre dell’Ilva Girolamo Archinà, già detenuto dal 26 novembre scorso. Arresti domiciliari per l’ex segretario generale della Provincia, Vincenzo Specchia. Le ipotesi di reato vanno dalla concussione per induzione alla tentata concussione. Eccolo, il nuovo ‘picco’ dell’inchiesta Ambiente Svenduto, sui rapporti tra l’Ilva e quelli che avrebbero dovuto essere i suoi controllori. A firmare l’ordinanza è il giudice delle indagini preliminari Patrizia Todisco.

Stando a quanto si è appreso, Florido e Conserva si sarebbero spesi per l’autorizzazione – richiesta dall’Ilva – all’uso della discarica di rifiuti speciali nella cava Mater Gratiae, per smaltire i rifuti prodotti nel ciclo di lavorazione ottenendo così un notevole vantaggio economico, oltre ad un passaggio fondamentale per l’ottenimento della prima Aia, l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dall’allora ministro dell’Ambiente Stefania Presti-giacomo. Questo nell’ambito di quello che il gip definisce “un atteggiamento di generale favore nei confronti dell’Ilva”, che si sarebbe espletato anche nelle pressioni nei confronti dell’ex dirigente del settore ecologia, Luigi Romandini. “Abbiamo tolto una peste e ne abbiamo tre di pesti” si lamentò però Girolamo Archinà, visto l’atteggiamento non tenero nei confronti dell’Ilva del successore dello stesso Romandini, Ignazio Mor-rone. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare i permesi per la discarica gestita dall’Ilva “in carenza dei requisiti tecnico-giuridici”. Proprio il responsabile delle relazioni istituzionali del siderurgico silurato dal nuovo presidente Ilva, Ferrante, avrebbe ispirato e pilotato secondo i magistrati l’azione dell’ente provinciale. Nell’ordinanza ci sono delle telefonate intercettate tra Florido e Fabio Riva, destinario di un mandato di cattura nell’ambito della prima tranche di Ambiente Svenduto, e riparato a Londra.

Giovanni Di Meo

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