04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 01:55:00

Cronaca

Ausiliari del traffico, premi a chi fa più multe


Hanno svestito i panni abituali, abbandonando per un giorno la pettorina, per indossare le bandiere della protesta. E’ andato in scena davanti palazzo di città il presidio degli ausiliari della sosta dell’Amat: “Non siamo parcheggiatori”, hanno ripetuto sotto l’occhio vigile di chi, invece, è un ‘fai-da-te’, presenza assidua nella piazza.

Oggi gli ‘intrusi’ sono loro. Lo sciopero è naufragato sul nascere per problemi procedurali. Si è rimediato con l’organizzazione di ‘sit-in’ a rotazione a seconda dei turni di lavoro.

La tappa è il Comune al quale gli ausiliari si rivolgono chiedendo di essere assunti. La protesta porta la firma del Gast (Gruppo ausiliari sosta tariffata) e dell’Usb che sposa la protesta, annunciata da un documento con 63 firme ricco di rivendicazioni. In totale 80 i dipendenti Amat impiegati nel servizio parcheggi.

Stamattina erano una trentina. Come spiega una dei manifestanti, saltato lo sciopero, bisognava garantire il servizio e quindi ci si è organizzati su due turni. “Saremo qui fino a stasera, aspettiamo un segnale da parte del Comune”. “Basta con stipendi da fame. Basta con le pressioni. No allo straordinario come arma di ricatto”, si legge sul volantino. “Il nostro compito è quello di prevenire ed accertare le violazioni del codice della strada, della sosta. Le nostre mansioni sono definite da un decreto di nomina del sindaco, ricopriamo il ruolo di pubblico ufficiale”.

Il Gast – Usb “rigetta il criterio adottato dall’azienda sulla produttività (accordo 2008/2011, al punto 4, premio di risultato aziendale) ‘Ti premio se fai una multa in più’. E’ una logica che non porta da nessuna parte. La produttività va realizzata attraverso altre politiche e non a spese degli utenti e dei lavoratori che, peraltro, neanche vedono quei ventilati premi. Spesso, si ritrovano alle spalle “pedinatori”, anch’essi “costretti” dalla Direzione aziendale a svolgere l’ingrato compito di “controllori del Personale Ausiliario” e, cioè, di guardiani dei loro colleghi. Il premio è misurato in termini di numero di verbali correttamente elevati. Ciò è quanto prevede l’accordo. Lavorare per questi obiettivi non ci interessa. Siamo convinti che l’informazione e la prevenzione siano più utili. E’ un criterio iniquo, quello voluto dall’azienda, imprudente per certi versi. Temiamo per la nostra incolumità perché alcuni di noi sono stati anche oggetto di aggressione da parte di utenti non molto “contenti” del nostro servizio (le multe). Non ci sentiamo garantiti né sicuri quando, a fine turno, ci rechiamo ai marcatempo. Non siamo parcheggiatori (abusivi), siamo ausiliari del traffico”.

Al sindaco chiedono: stabilizzazione e lavoro full time (“non comporterebbe oneri aggiuntivi alle casse comunali e garantirebbe supporto ai vigili”). Per domani l’azienda ha annunciato un incontro con i sindacati, i lavoratori restano fuori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche