03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cronaca

Incidente Dione, domani le decisioni del Gup


TARANTO – Incidente mortale sul ponte Girevole: domani il gup Giuseppe Tommasino deciderà se accogliere la richiesta di patteggiamento di Emanuele Milfa, che era alla guida dell’auto che ha travolto e ucciso Lucio Dione.

L’avvocato Maurizio Besio, che difende Emanuele Milfa ha chiesto la citazione della compagnia assicurativa come responsabile civile.

Com’è noto tramite gli avvocati Rocco Maggi, Diego Maggi, Angelo Esposito e Luigi Guarnieri si sono costituiti in giudizio i familiari di Lucio Dione chiedendo un risarcimento di cinque milioni di euro. Nella scorsa udienza che si tenuta il 18 gennaio è stata stralciata la posizione di un altro imputato, Andrea Graniglia, che è difeso dagli avvocati Gaetano Vitale ed Emilia Velletri. Il giudice dell’udienza preliminare ha rimesso gli atti alla procura per un nuovo avviso di conclusione delle indagini.

Gli altri imputati, tutti occupanti della macchina, sono Valentina Barba, Enrico Golino, Luca Patrono, Francesca Mirelli e Tecla Silvana Caforio. Il collegio difensivo è composto anche dagli avvocati Lello Lisco, Maria Letizia Serra e Giorgio Pignatelli.

Milfa, che era al volante, è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso mentre i sei occupanti della vettura rispondono di omissione di soccorso e di cooperazione nel delitto colposo.

Nell’udienza in programma domani mattina il giudice dell’udienza preliminare deciderà sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura.

L’incidente in cui perse le vita Lucio Dione avvenne nella notte del venerdì santo del 2011 mentre erano in corso i Riti della Settimana Santa. Dione, trentotto anni, era in sella alla sua bicicletta, sul ponte Girevole, quando fu travolto dall‘Audi A3 con a bordo sette persone. Nonostante i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori del 118, per l’uomo non ci fu nulla da fare. Per le gravi ferite riportate si spense alla vigilia di Pasqua. I familiari autorizzarono l’espianto degli organi. La morte di Dione suscitò molta commozione, soprattutto fra le associazioni ambientaliste, con le quali aveva partecipato a numerose iniziative.

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