11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca

La maxi-vertenza: ora rischiano in 400


«Già rischiavamo con una Amministrazione in carica, figuriamoci ora che non c’è più nessuno». Il commento di un lavoratore di Isolaverde sintetizza al meglio il “sentire comune” dei dipendenti della Provincia.

Sì, perché ora che il presidente Florido si è dimesso (dal carcere), e gli assessori di Pd e Sel hanno rimesso il proprio mandato dando il via libera allo scioglimento del Consiglio, a rischiare sono soprattutto i quasi quattrocento lavoratori. Le maggiori criticità riguardano Isolaverde. Che la società sia in crisi non è certo un mistero. Così come i 130 esuberi (su 260 totali) dichiarati qualche mese fa. Nelle scorse settimane però la Provincia si era impegnata a garantire le somme utili a far completare l’anno a tutti i lavoratori, scongiurando i licenziamenti, almeno fino a dicembre.

Il bilancio non è ancora stato approvato. A procedere sarà il commissario ma a questo punto sarà difficile riuscire a reperire le somme necessarie alla prosecuzione del servizio di Isolaverde. Stesso dicasi per i circa 20 lavoratori “addetti alla manutenzione dei muretti a secco”.

Anche i lavoratori dell’archivio e del protocollo informatico rischiano di restare a terra. Da tempo chiedevano la stabilizzazione ma alla fine è arrivata la cassa integrazione. Quei 28 lavoratori prestano servizio negli uffici della Provincia anche se fanno parte del cosiddetto “appalto”.
E poi c’è l’Istituto musicale Paisiello dove la situazione appare meno preoccupante. Circa ottanta i dipendenti: 69 docenti e 10 unità collocate in posizione amministrativa.

«Al momento non c’è una situazione di rischio per i dipendenti – assicura il direttore dell’Istituto Paisiello, il maestro Lorenzo Fico. Le difficoltà ci sono, sia ben chiaro, ma riguardano i tagli e la gestione. Anche per questo, da tempo, insistiamo sulla statalizzazione dell’Istituto. Piena solidarietà ai lavoratori di tutte le società che rischiano il posto di lavoro ma mi preme dire che la nostra situazione è ben diversa: quelle sono società partecipate, mentre noi siamo dipendenti diretti dell’Ente».

Le posizioni sono diverse ma, come detto, in totale sono quasi 400 i lavoratori che, dopo il terremoto giudiziario che ha scosso Palazzo del Governo, vivono con il fiato sospeso per paura di perdere il posto di lavoro. Le speranze sono tutte rivolte al commissario che a stretto giro si insedierà in Provincia.

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