04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

Cronaca

Florido dalla sua cella: “Sono innocente”


TARANTO, 15-05-13 ARRESTI DA PARTE DELLA GDF DI GIANNI FLORIDO PRES PROVINCIA DI TARANTO DEL CONS MICHELE CONSFERVA E DELL'EX SEG GEN DELLA PROVINCIA VINCENZO SPECCHIA NELLA FOTO FOTO RENATO INGENITO/ANSA

“Sono innocente” grida dalla sua cella del carcere Gianni Florido. E sarà questo presumibilmente che ripeterà al giudice delle indagini preliminari, Patrizia Todisco, nel corso dell’interrogatorio di oggi. 

Un faccia a faccia che si annuncia inevitabilmente teso, tra il presidente della Provincia appena dimessosi e la giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare che l’ha condotto in una cella del carcere di largo Magli.

Per il gip Patrizia Todisco “dalle indagini è emerso che che le condotte di Florido, Conserva e Specchia fossero ispirate e pilotate da Archinà, il quale era talmente introdotto nei meccanismi di nomina dell’ente da essere al corrente anche delle nomine in cantiere. Archinà è informato di tutto, caldeggia nomine e spostamenti dei dirigenti, ispira ed orienta le condotte di Florido e Conserva (ed indirettamente di Specchia) e, senza la sua invasiva presenza, non si spiegano le ragioni per le quali negli uffici della Provincia si insistesse tanto per una solerte e positiva risposta alle istanze dell’Ilva. Del tutto evidente – scrive ancora il magistrato – è il vantaggio economico (e dunque l’utilità) che l’Ilva avrebbe conseguito con il rilascio della agognata autorizzazione all’esercizio della discarica in località Mater Gratiae, poiché essa evitava il ricorso a forme alternative di smaltimento di quelli che sono, si badi, rifiuti pericolosi, sicuramente molto onerose”.

Un passaggio significativo delll’ordinanza di custodia di 101 pagine che davvero ha rappresentato un terremoto, per il mondo politico tarantino – e per l’intera città. La stessa Todisco ritiene sussistenti nei confronti dell’ormai ex presidente della Provincia i “gravi indizi di colpevolezza” riguardo un episodio di tentata concussione ed uno di concussione consumata nei confronti di dirigenti della Provincia riguardo a permessi e autorizzazioni chiesti dalla grande fabbrica dell’acciaio, oltre al “rischio di inquinamento delle prove e quello di reiterazione del reato”.

Florido, assistito dai suoi legali, gli avvocati Carlo e Claudio Petrone, vorrà utilizzare il faccia a faccia con il gip per difendersi, provando a chiarire la sua posizione e spiegare al magistrato i suoi comportamenti e le proprie ragioni. Nella stessa ordinanza, si adombra la possibilità che Florido avesse pensato “ad un intervento presso il procuratore della Repubblica, allo scopo di arginare le attività investigative della polizia giudiziaria” che erano in corso. L’intervento programmato da Florido presso il procuratore di Taranto – annota il giudice – “è assolutamente strumentale alla causa” poichè gli indagati ritengono che “un più basso livello di attenzione da parte della magistratura e della pg” sull’operato del settore ambiente della Provincia “possa più facilmente indurre” il dirigente del settore (“ma anche l’assessore Conserva, che aveva desistito dai propositi criminosi fino a quel momento condivisi con Florido poichè aveva appreso di essere indagato”) a «piegarsi al volere del Presidente della Provincia, a vantaggio dell’Ilva”.

Secondo il giudice, Florido, Conserva e Specchia, “operando in piena unità di intenti, hanno rilevato una inquietante, forte inclinazione comportamentale ad asservire il pubblico ufficio, i pubblici poteri rispettivamente esercitati, al conseguimento di obiettivi di favore economico a beneficio di determinati soggetti (ovviamente non di soggetti qualunque), in spregio dei principi di buon andamento ed imparzialità della pubblici amministrazione”. Tesi alla quale Florido vorrà sicuramente controbattere.

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