20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 21:48:32

Cronaca

E’ scontro totale Vendola – ambientalisti


“Pensavamo di leggere una dichiarazione dell’ufficio pubbliche relazioni dell’Ilva. E invece era una dichiarazione di Nichi Vendola”. E’ un’ironia amara e pungente, quella di Alessandro Marescotti.

Al leader di Peacelink non è sfuggito quel “Brescia più inquinata di Taranto” sorprendentemente pronunciato da Vendola in un’intervista televisiva.

“Siamo molto preoccupati che il Presidente della Regione Puglia punti a ‘ridimensionare’ il problema dell’inquinamento a Taranto proprio nel momento in cui la drammaticità della questione ambientale e sanitaria si sta imponendo all’attenzione nazionale con gli arresti politici eccellenti di questi giorni” spiega Marescotti, che attacca il capo di ‘Sinistra Ecologia e Libertà’: “Vendola continua a svolgere il ruolo di ‘minimizzatore’ e di ‘rassicuratore’ proprio adesso che le indagini della Procura per disastro ambientale sembrano assestare colpi decisivi a quel sistema politico che ha garantito l’Ilva. Il vero dato imbarazzante per Vendola è che il grande disastro ambientale di Taranto si è continuato a consumare mentre lui era Governatore della Regione Puglia. Vendola è stato l’uomo del dialogo con Riva, dei tavoli tecnici di concertazione con l’azienda mentre PeaceLink portava in Procura i dati sulla diossina da cui è partita l’inchiesta”.

Un j’accuse che segna una frattura netta tra un esponente storico ed ‘autorità’ dell’ambientalismo tarantino ed il presidente ‘rosso’ che s’è fatto portabandiera dell’ecologia, sin nel nome del partito da lui fondato. Ancora Marescotti: “Vendola era il Presidente della Regione Puglia che doveva ad esempio far controllare gli alimenti a Taranto. Fino al momento in cui PeaceLink ha fatto analizzare il formaggio (riscontrando diossina oltre i limiti di legge), a Taranto tutto era ‘nella norma’ e la Regione Puglia non rilevava nulla di anomalo nella catena alimentare.

Se si vanno a rileggere le dichiarazioni di Vendola dopo le analisi sul ‘formaggio alla diossina’ (commissionate da Peace Link) si noterà che il 21 marzo 2008 proprio il Governatore della Regione Puglia rassicurava con parole che oggi appaiono assolutamente stonate. Il 21 marzo 2008 diceva infatti che a Taranto ‘non c’è un’emergenza’ a proposito della diossina e delle tracce di Pcb riscontrate nel formaggio. ‘Non siamo in provincia di Caserta, – rassicurava Vendola – abbiamo disposto il fermo sanitario solo per un’azienda zootecnica di Statte. La produzione di latte e derivati nelle aziende del Tarantino è assolutamente normale per i dati da inquinamento da diossina’. I fatti, come sanno tutti, si sono rivelati ben più gravi di quanto affermava Vendola”.

La domenica televisiva del presidente pugliese, quindi, è destinata ad avere strascichi polemici. “Vendola svolgeva e continua ancora oggi a svolgere un ruolo di ‘contenimento politico’ dell’allarme inquinamento, come se il suo ruolo sia quello di premere il freno alle preoccupazioni dei cittadini. Lo faceva allora che la Procura di Taranto stava per aprire l’inchiesta e lo fa oggi che i magistrati stanno presumi-bilmente per portarla a livelli ancora piu’ alti. Vendola minimizza proprio ora che la Regione Puglia deve cominciare a rispondere a tante legittime domande”.

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