Cronaca

“Dopo la Consulta, risanamento Ilva ineludibile”


“Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, si è affermato un punto di chiarezza in grado di eliminare alibi per la conservazione dei posti di lavoro e la continuità della produzione. Allo stesso tempo l’attuazione dell’Aia in modo rigoroso, con l’adeguamento degli impianti e le azioni di bonifica da parte dell’Ilva sono oramai, ineludibili”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro parlando della vicenda Ilva nel corso dell’assemblea della Conferenza Episcopale Italiana.

“Ci auguriamo – ha aggiunto mons. Santoro – un futuro di speranza. Preghiamo per questo, lavoriamo per questo, utilizziamo per questo il cuore e il contributo di tutti. Favoriamo la concertazione tra le forze buone che ci sono tra noi e che sono più numerose anche se più silenziose e solo apparentemente meno incisive”.

Il presidente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, nella sua prolusione ha indicato, secondo quanto spiegato in una nota della Diocesi di Taranto, la necessità di un “forte e deciso piano industriale”. Mons. Santoro ha fatto presente che occorre “rivedere tutto il modello di sviluppo economico dominante, come ci chiede da sempre la dottrina sociale della Chiesa e, in questi ultimi tempi, lo stesso Papa Francesco. Mettiamo al centro non il puro profitto, ma il bene delle persone e delle famiglie, in particolare quelle più colpite dalla crisi. Accanto a quello industriale ho sostenuto che dobbiamo promuovere lo sviluppo di altre fonti economiche legate al territorio, non soltanto alla siderurgia. Penso all’agricoltura, ai prodotti del mare, al turismo, al commercio e all’artigianato, possibili in una terra così bella ed accogliente”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche