29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

Ilva, colpo di teatro per sparigliare le carte


Un colpo di teatro. La mossa ad effetto che ‘spariglia’, cambia le carte in tavola, sorprende (forse in modo definitivo) gli altri giocatori di quella complessa partita a poker economico-politico-giudiziaria che è diventata, dal 26 luglio scorso, la vicenda Ilva.

La sfida finale del gip Patrizia Todisco all’Ilva passa da un provvedimento – il sequestro di oltre otto miliardi di euro – che ha pochi precedenti nella storia d’Italia, ed è basato sulla legge del 2001 che disciplina la responsabilità d’impresa.

Una mossa che potrebbe essere lo scacco matto all’impero dei Riva, frutto della conoscenza giuridica e della caparbietà di questo magistrato di cinquant’anni che non ha avuto remore a sfidare il colosso d’acciaio.

Tarantina, magistrato dal ‘93, rimasta nella sua città per scelta – l’ottima posizione nella graduatoria del concorso le consegna la possibilità di selezionare la sua destinazione – prima della battaglia contro l’inquinamento si è occupata di criminalità organizzata (nel 2009 un’operazione contro la Sacra Corona Unita porterà in carcere 43 persone), ma anche della tutela dei minori in reati di natura sessuale. Proprio al tribunale dei minorenni, nel 1995, inizia la sua carriera, che la porterà all’inchiesta più clamorosa nella storia economica del Paese.

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