Cronaca

Ora è affare di Stato


In ordine sparso. Azienda, Governo, sindacati, enti locali: sembra mancare una posizione unitaria, mentre pare avvicinarsi il big bang, la grande esplosione di quello che si definisce il ‘sistema manifatturiero’. Di cui Taranto s’è accorta, con cinquant’anni di ritardo, di essere fulcro e elemento insostituibile. “Dobbiamo chiedere all’azienda il massimo impegno per realizzare gli investimenti che consentano di applicare l’Aia. Puntiamo a fare in modo che lo stabilimento di Taranto e anche gli altri continuino nell’attività produttiva e continuino gli investimenti. Valuteremo tutte le prospettive che si aprono in questo momento. Tutte le istituzioni devono assumere una forte responsabilità nei confronti dell’interesse generale del paese che è quello di avere una siderurgia forte compatibile con ambiente e salute. All’azienda chiediamo di muoversi in questa direzione”.

Sono le parole del sottosegretario per lo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, a Tgcom24, alla vigilia del vertice romano di oggi a cui ne seguirà domani un altro con il premier Letta. “Sono dieci giorni in cui si deciderà qual è la strada migliore da seguire. Non è compito del governo occuparsi delle decisioni della magistratura ma il governo deve valutare la situazione che quelle decisioni contribuiscono a determinare e assumere le misure necessarie per garantire che l’obiettivo possa essere conseguito. Le dimissioni del Cda? Vogliamo capire cosa ha determinato le dimissioni e qual è la situazione finanziaria e gestionale dell’azienda dopo il sequestro deciso dalla magistratura. Alla luce di questo, potremmo valutare se è possibile un ritorno indietro da quelle dimissioni e il mantenimento dell’attuale assetto dirigenziale dell’azienda, cosa che noi auspichiamo. Il governo non lascerà soli i lavoratori dell’Ilva”. Il segretario della Fiom Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto alla trasmissione Prima di tutto su Radio1: “Credo che la famiglia Riva abbia grosse responsabilità sull’accaduto, Se fossero stati fatti gli investimenti, se fosse stata rispettata la legge prima, se non si fosse inquinato, non saremmo nella situazione drammatica di oggi. L’obiettivo di tutti, sindacato compreso, è quello di continuare a produrre acciaio, dobbiamo, anche nelle condizioni difficili che ci si parano davanti, trovare una continuità produttiva per mantenere l’industria dell’acciaio nel nostro Paese. Ma è altresì importante dare un assetto proprietario all’Ilva che riporti fiducia e ridia forza al progetto produttivo. Per questo serve un intervento straordinario, un intervento diretto dello Stato, come peraltro dice il decreto ‘salva Ilva’, per salvare l’impresa e garantire gli investimenti. Il cambio dell’assetto proprietario è uno dei problemi dell’Ilva, l’abbiamo detto in tutte le sedi; non si deve mettere in dubbio il lavoro della Magistratura, che anzi ha supplito all’assenza di altri, compresi alcuni ritardi dell’azione sindacale. Però stare dentro a un conflitto legislativo come si è stati in questo anno, rischia di far saltare tutto. “La situazione è estremamente difficile. Il sequestro operato dai magistrati di Taranto fa venire meno risorse indispensabili per il risanamento dell’azienda” ha detto il presidente di Federacciai Antonio Gozzi sempre ai microfoni di Radio1. “Pertanto nelle prossime ore il punto focale è capire se esistono le condizioni per proseguire una normale attività o si debba giungere a soluzioni straordinarie”. “L’Ilva non si può fermare” ha dichiarato il segretario del Pd Guglielmo Epifani, “va tenuto aperto lo stabilimento per risanarlo”. Intanto, Banca Leonardo (l’istituto fondato dall’ex di Mediobanca, Braggiotti) starebbe trattando con il mondo bancario per trovare le fonti di finanziamento necessarie a rispettare il piano di risana-mento. Dietro le quinte, quindi, qualcosa si muove; e ad intervenire potrebbe essere l’Unione Europea. In fabbrica la tensione sale, con il prefetto che ha lanciato l’appello ai sindacati affinchè si tengano ‘toni bassi’ per evitare il peggio. Ma l’Usb si dice pronta anche ad occupare lo stabilimento. E stamattina sulla città si è sparsa una nube rossa, proveniente dalla fabbrica. Lo slopping, ormai famoso.

Giovanni Di Meo

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