Cronaca

Ilva, Zanonato: “Faremo un decreto legge”


TARANTO – Un commissario unico, di fatto un gestore ‘statale’ tout court di una fabbrica privata, o un commissario ad acta che si occuperà solo del risanamento ambientale – con non si sa quali e quanti soldi. E’ un sentiero stretto, strettissimo, quello che il governo propone oggi a sindacati e Confindustria nel corso di un incontro alla Sala Verde di Palazzo Chigi sul caso Ilva.

Una riunione propedeutica al consiglio dei ministri di domani; il Pdl ha chiesto al governo di riferire in Parlamento. Per l’esecutivo ci sono il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Patroni Griffi, il ministro dell’Ambiente Orlando ed il collega titolare dello Sviluppo Economico, Zanonato. Tra i quali, secondo le indiscrezioni, non sarebbero mancati screzi.

“Bisogna vedere qual è la soluzione che funziona meglio” ha dichiarato stamattina Zanonato a Radio24, la radio di Confindustria, “si tratta di affrontare problemi che hanno anche la caratteristica dell’unicità, che non sono mai stati affrontati in queste dimensioni. Sicuramente occorre una norma legislativa, si farà quindi un decreto che poi verrà trasformato in una legge”.

Sempre stamattina, ma a Radio Rai, ha parlato il Garante per l’Aia, Vitaliano Esposito: “L’ispezione dei tecnici dell’Ispra è ancora in corso, è cominciata martedì, potremo avere dei dati ma la relazione chiede necessariamente dei tempi tecnici. Io non ho mai parlato di inadempienze gravi, ho sempre detto che ci sono state una serie di prescrizioni che risultano osservate, altre sono in itinere, e per altre sono state rilevate violazioni. Diamo il tempo agli operai di lavorare con tranquillità, seguiamo le evoluzioni prescrizione per prescrizione. Io ritengo che il provvedimento di autorizzazione integrata ambientale vada tenuto fermo – ha proseguito, sottolineando il clima di ‘calma apparente’ che si respira in fabbrica.

“C’è poi la volontà dei quadri dirigenti di dimettersi, sono ben 34, è un fatto di una gravità eccezionale, questa è conseguenza di un grave stato di insicurezza giuridica, è una situazione che potrà incidere sull’efficienza dello stabilimento con ripercussione nell’osservanza delle prescrizioni dell’Aia”. Elena Lattuada, Cgil, ha chiesto “una figura di garanzia o un pool di garanzia che accanto alle necessarie bonifiche, quindi all’applicazione integrale dell’Aia, conduca l’attività produttiva attraverso una sicurezza e una garanzia migliori. Quindi staccare questa fabbrica temporaneamente o definitivamente dalla proprietà può essere elemento di garanzia e di sicurezza di prosecuzione dell’attività”.

E’ tornato a parlare (a La Telefonata, su Canale 5) pure Corrado Clini per il quale la priorità è la continuità produttiva: “L’azienda ha avviato i progetti per la copertura dei parchi e dei nastri trasportatori (circa 90 km). Ha chiesto una rimodulazione tempi e il ministero sta esaminando questa procedura”. Riguardo al nome del possibile commissario, si fanno i nomi di Enrico Bondi, attuale amministratore delegato dimissionario, fresco di richiesta di rinvio a giudizio per falsa testimonianza nel caso Telecom (di cui era ad) e di Francesco Boccia, parlamentare pugliese del Pd, lettiano di ferro, in passato capo dell’organismo straordinario di liquidazione del Comune post-dissesto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche