24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

“Crisi. Sono disperato, ma non mi uccido”


“Sto perdendo il lavoro, sono disperato, ma non mi ucciderò come purtroppo stanno facendo tanti miei colleghi, in tutta Italia”. Lorenzo Pirelli, artigiano da quasi quarant’anni, ieri era in piazza per festeggiare il 2 Giugno. 

Ma lo ha fatto a modo suo. Ha voluto festeggiare il lavoro che non c’è. “Io non mollo. Lotterò sempre in modo civile e urlerò il mio disagio fino a quando qualcuno non mi ascolterà. Ho scritto al Procuratore e ora attendo una risposta”.

Pirelli ribadisce quello che ieri ha scritto su un cartello che ha messo bene in vista.

“In Italia non viene rispettato il 1o articolo della Costituzione – dice – chi viene eletto giura sulla Costituzione e poi? Non compie il proprio dovere che è quello di soddisfare i bisogni di tutto il popolo italiano. Crea povertà e disoccupazione. Fa fallire le imprese. Solo suicidi anzichè sviluppo economico e benessere”.

La storia di Lorenzo Pirelli è drammatica. Strozzato dalle tasse e deve pagare 60mila euro a Equitalia. Rischia di perdere la casa ma lui ribadisce che è pronto a difenderla anche facendo lo sciopero della fame. L’artigiano tarantino che opera nel settore degli impianti elettrici civili e industriali è sull’orlo del baratro. “Quarant’anni fa ho avviato un’azienda per poter creare nuovi posti di lavoro m a sono stato affossato – ripete quasi ossessivamente – prima a causa del mancato sviluppo del sud, poi dalla concorrenza sleale di quelli che lavorano a nero e, per finire, dalla crisi economica”.

Lorenzo Pirelli racconta la sua odissea. “Con il blocco dell’economia la mia ditta ha iniziato ad avere dei problemi seri e allora, per crescere professionalmente ed evitare il fallimento, ho partecipato a molti corsi nel campo della telecomunicazione spendendo oltre 100 milioni delle vecchie lire. Cominciava lo sviluppo delle ricezioni Tv sat e terrestre, si parlava di domotica e di fotovoltaico e allora ho contratto un mutuo per acquistare un furgone e nuova attrezzatura. La scuola di telecomunicazione che ho frequentato mi ha dato la possibilità di entrare nel gruppo degli installatori di Sky. Ora sono quasi fuori. Ho assunto un apprendista a tempo indeterminato e una segretaria ma nel 2009 è arrivato il tracollo”.

Il racconto di Lorenzo si fa sempre più drammatico. “All’improvviso sono arrivati gli avvisi di Equitalia per mancati o ritardati pagamenti all’Inps – dice- sono riuscito ad avere un prestito di 25mila euro ma ho dovuto pagarne subito 23mila a Equitalia così sono rimasto senza denaro, con un debito di 25mila euro, più gli interessi. Sono costretto a pagare 800 euro al mese e Equitalia mi ha inviato altri avvisi di pagamento per 60mila euro. Rischio che mi venga pignorata la casa in cui abito e che mi è stata donata dai miei genitori. Una casa costruita con 40 anni di duro lavoro. Ora per difenderla sono pronto allo sciopero della fame”.

Lorenzo aveva un sogno che è naufragato in un mare di tasse.

A causa della crisi economica ha dovuto licenziare l’apprendista e sta per perdere anche Sky perchè non può più avere il durc, il documento di regolarità contributiva che attesta l’assolvimento da parte dell’impresa degli obblighi di legge.

Lorenzo Pirelli ha perso i guadagni degli ultimi tre anni per le mancate commesse nel settore del fotovoltaico ed è sull’orlo del fallimento dopo quarant’anni di sacrifici. “Non sono stato aiutato da alcun governo – aggiunge Lorenzo – e ora mi trovo nella miseria più nera. Ma non mi piego e invito i nostri governanti a rispettare il 1o articolo della Costituzione”.

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