17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 13:49:00

Cronaca

Le banche sono la prima missione per Bondi


TARANTO – “Il Governo Letta nomina Bondi, già uomo di Riva, quale commissario straordinario dell’Ilva per traghettare nei prossimi tre anni l’azienda: ma per andare dove?”.

La provocazione, sul filo dell’ironia, viene dall’Usb, l’Unione sindacale di base. Dova va Bondi, e perchè scegliere lui – amministratore delegato scelto dalla famiglia Riva, firmatario del ricorso contro il provvedimento di sequestro da 8.1 miliardi di euro che ha travolto il Siderurgico – per guidare il nuovo corso?

Questa la versione, molto ‘politicamente corretta’, del ministro Zanonato: “E’ un manager di grande qualità. E non abbiamo voluto cambiarlo per mille motivi: per la grande fiducia, e perchè siamo in presenza di una persona di grande qualità”. Ma anche, ha aggiunto, per evitare il “costo” in termine di conoscenze e tempi di azione che avrebbe comportato un cambio al timone, la “spesa di trasloco”. “Il governo è intervenuto per evitare, dopo l’ultimo sequestro della magistratura, il rischio di bloccare la produzione della più grande e redditiva acciaieria italiana”.

In realtà, non è un mistero che Bondi abbia contatti e entrature nel mondo che ora conta di più per (provare a) salvare l’Ilva: le banche. Sono gli istituti di credito i veri attori chiamati a recitare la loro parte in questa complessa e controversa vicenda.

E – dicono i bene informati – solo Enrico Bondi ha l’autorevolezza per bussare a denari per conto dell’Ilva, oggi. Anche se non piace a Vendola, non piace alla Procura, non piace al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, è fresco di rinvio a giudizio per l’affaire Telecom (a Milano), è legato, molto, alla politica ed all’ex premier Monti, è uomo indicato comunque come ‘vicino’ alla famiglia Riva, ha ottant’anni sulle spalle.
In compenso, Bondi pare piacere – oltre che alle banche, che più avrebbero da perdere dal crac dei Riva e dell’Ilva – ai sindacati. Segnale di non poco conto, comunque lo si voglia guardare.

Così la Uilm, in una nota di stamattina: “La decisione del Governo di nominare un commissario straordinario a tempo per l’Ilva va valutata positivamente, a condizione che si tratti di una soluzione definitiva delle principali problematiche riguardanti l’azienda siderurgica. E soprattutto che il commissario stesso venga messo nelle condizioni di operare con gli strumenti e le risorse finanziarie che l’emergenza richiede. Risorse che, ovviamente, devono essere recuperate dalla proprietà aziendale e non da fondi statali, poiché sarebbe inaccettabile far ricadere sui cittadini (in termini di nuove tasse) il risanamento dell’Ilva. In quanto a Enrico Bondi si trat- ta di una figu- ra che ha già dimostrato capacità manageriali di ‘risanatore’ in precedenti esperienze e gli va concessa fiducia. Tuttavia lo aspettiamo alla prova dei fatti e auspichiamo che il suo primo annuncio possa riguardare la corresponsione regolare delle retribuzioni ai lavoratori già dal mese in corso e, naturalmente, per quelli futuri. E poi la garanzia degli attua-li livelli occupazionali”.

 

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