09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

Emiliano chiede altri 400 posti letto Covid a Taranto. Perrini: “e ora dove li andiamo a prendere?”


Nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini.

“Sono 157 posti letto entro domani e 414 entro fine mese. È l’ordine perentorio che Michele Emiliano tramite i suoi dipartimenti ha chiesto di attivare come posti aggiuntivo covid all’ASL di Taranto. Ma Emiliano, il neo assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, e i loro manager pensano che i posti letto crescono come funghi?
Dove li andiamo a trovare 160 posti in un giorno? Diverso sarebbe stato se quando, questa estate, gli chiedevo di programmare l’emergenza fornendo loro indicazioni e proposte, avessero accolto quei consigli anziché fare i gradassi per la campagna elettorale. È così per narrare la favoletta che andava tutto bene e in Puglia Covid ‘non ce n’era’, Emiliano ha vinto le elezioni raccontando ai pugliesi che aveva approntato un Piano sanitario di milioni e milioni di nuovi posti Covid per la seconda ondata, ma che sta volta, aveva detto testualmente ‘non inciderà sulla sanità ordinaria’. E invece ha stoppato tutti i ricoveri e gli interventi ordinari, facendo decadere ancora una volta le liste d’attesa lunghe anni con pazienti che ora non possono più neanche guidare perché aspettano un intervento di cataratta da anni, e per assurdo non abbiamo neanche posti Covid. Il Moscati infatti è saturo, con soluzioni di fantasia da vergogna come le tende senza bagni.
Mi chiedo: ma chi è lo scienziato che ha promesso a Emiliano di trovare 160 posti letto in un giorno, da quale cilindro usciranno? Forse qualche suo punto di riferimento locale che pur di non scontentarlo gli dice di sì senza riuscire poi a mantenere la promessa. Siccome a pagarne il prezzo poi sono i cittadini, e non è assolutamente e umanamente accettabile la soluzione fin qui trovata di accatastare i pazienti nelle tende del 118 fuori ogni regola medica e igienica, né lasciare i pazienti sintomatici abbandonati a casa senza neanche una telefonata della Asl, torno a chiedere, come già ho fatto in passato, che la sala operativa del 118 venga spostata dal Moscati a luogo più idoneo e centrale, e si liberino quegli spazi per l’emergenza Covid. Soluzioni pratiche che può dargli solo chi sta sul fronte, per questo lo invito ad organizzare l’emergenza con chi la vive dal primo giorno in corsia e non dietro le scrivanie o le telecamere”

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