04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 15:53:00

Cronaca

Dal mobile al museo: è protesta continua


TARANTO – Dalla sanità ai beni culturali. Si preannuncia un’estate calda, rovente, almeno per quel che riguarda il clima occupazionale. ‘Venti’ di protesta spirano in diversi settori, con le vertenze che restano in piedi e i posti a rischio.

CLINICA SANTA RITA.
Stamattina l’incontro tra sindacati e clinica Santa Rita sulla richiesta di licenziamento per 26 unità. “Ci siamo aggiornati al 24 giugno” fa sapere, a fine incontro, Bellanova (Cgil). “Sono in piedi una serie di situazioni che potrebbero portarci ad una condizione più positiva. Auspichiamo l’intervento della Regione”, dice spiegando come la vertenza resti in piedi ma che, prima di passare all’ufficio provinciale del lavoro, ci si voglia incontrare il 24 in sede di consultazione aziendale. “Siamo convinti che ci potranno essere in questi giorni novità che potranno aiutare la vertenza. Il confronto è aperto”.


BENI CULTURALI

C’è anche Taranto alla mobilitazione avviata su scala nazionale dal comparto dei beni culturali. I sindacati sollecitano la riorganizzazione di “un settore alla deriva”. Hanno indetto due giornate di mobilitazione: il 24 giugno assemblee in archivi, biblioteche e musei, il 28 sarà il turno dei siti archeologici. A Taranto, spiega Lorenzo Caldaralo, della Fp Cgil, ci sarà presto un incontro organizzativo della mobilitazione che riguarda i dipendenti dell’Archivio di Stato e del Museo.

AUSILIARI DELLA SOSTA
Resta in piedi la protesta degli ausiliari della sosta dell’Amat. “Lunedì Usb e gruppo Ausiliari della Sosta Amat, convocati dall’azienda per discutere sulle procedure di sciopero, hanno confermato lo stato di agitazione” fa sapere Lorenzo Semeraro. “Le richieste sulla trasformazione del contratto da part-time a full-time, la scarsa attenzione sulle norme di sicurezza, il diritto alla libertà sindacale, non hanno trovato convergenza”.

TREGUA ALL’ENI
E’ tregua all’Eni. Stamattina un nuovo incontro tra le parti ha messo pace anche tra i Cobas che, però, non smantellano i presidi davanti alla fabbrica. Il problema riguarda un centinaio di lavoratori delle ditte dell’appalto che rischiano di perdere il lavoro se non assorbite dalle nuove aziende. Nell’assemblea odierna si è raggiunto l’accordo sulla clausola sociale da inserire nei cambi di appalto secondo la quale va messo per iscritto che le nuove ditte prendano in forza gli operai delle precedenti ditte appaltatrici. Impegno sostenuto anche dalla Prefettura e dalle sigle sindacali, compreso i cobas.

SCIOPERO ALLA NATUZZI
A Laterza è sciopero ad oltranza per i lavoratori della Natuzzi che dopo un’animata assemblea ieri hanno deciso di presidiare lo stabilimento. “La decisione è stata assunta– spiega Antonio Stasi, segretario della Fillea-Cgil – perché di fronte alla profonda crisi che investe il settore e questa fabbrica in particolare, purtroppo l’azienda continua a pensare di poter fare da sola e confeziona atti unilaterali e non condivisi con segreterie ed Rsu persino sul calendario del lavoro che riguarda tutti i dipendenti”. La scintilla sarebbe esplosa nuovamente dopo la consegna da parte della dirigenza Natuzzi di un piano di giornate lavorative che di fatto riducono del 50% la presenza in fabbrica dei dipendenti.

TP. E’ DI NUOVO GUERRA
“Abbiamo l’impressione che Teleperformance si eserciti a creare difficoltà e tensioni tra i lavoratori, quasi in ricordo e per nostalgia dei “bei tempi” che furono” attaccano così le Rsu e la segreteria provinciale di Slc Cgil a proposito del call center. “Oltre a tutti i problemi che quotidianamente affrontiamo per i lavoratori subordinati, adesso le danze si aprono sui collaboratori a progetto: con la premessa che riteniamo immorale ed offensivo il compenso di 4 euro lordi all’ora, ci interroghiamo sulla vicenda appresa di recente circa il corso jump per i lap (lavoratori a progetto, ndr). Si promette l’assunzione a tempo determinato tramite agenzia interinale al 3 livello del Ccnl Tlc per 20 “fortunati” su una graduatoria di 50 prescelti sulla base di criteri quali anzianitá e produttivitá, non verificabili dagli stessi lavoratori. Tutto questo, quando ancora ai “vecchi” tutor non è stata riconosciuta la mansione di Sv o Qa. Ci hanno insegnato che l’assunzione è una conquista collettiva e non un concorso a premi riservato a pochi eletti senza chiarezza: se c’è bisogno di “assumere” anche con agenzie interinali sui lap, siamo disponibili a farlo, ma coinvolgendo tutti (non solo una schiera di pochi eletti) e dopo aver sistemato la condizione di chi, dopo 3 anni di ammortizzatori sociali, ha fatto delle rinunce salariali pur di mantenere il posto. Peraltro, questo avviene in un momento di crisi aziendale in cui in tanti si sono sobbarcati un declassamento perchè non c’era lavoro…ed ora? Tp ritorni sui suoi passi. Altrimenti anche noi continueremo a far suonare la nostra storia”.

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