20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Cronaca

Decreto Ilva, servono tempi più lunghi


“Chiederemo un allungamento dei tempi. Ci servono almeno un paio di settimane’’. A dirlo il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, a proposito dell’esame del decreto sull’Ilva di cui è iniziato l’esame alle commissioni congiunte Ambiente-Attività produttive. Molto il lavoro da fare, spiega Realacci; in programma c’è di sentire in settimana Confindustria, Federacciai, il commissario Bondi, e il 20 il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Il programma di lavoro sul decreto Ilva sembra intenso. E in questa settimana la commissione vedrà recapitarsi dal Senato anche il decreto ‘emergenze’ (che contiene i provvedimenti sul terremoto in Emilia, a L’Aquila, il porto di Piombino).

Per questo Realacci intende chiedere “un allungamento dei tempi’’. Tra le cose da fare, dice il presidente della commissione, analizzare le relazioni, ascoltare oggi Arpa regionale e Ispra, giovedì Confindustria, Federacciai e Bondi, e il 20 giugno il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

In ogni caso, osserva Realacci, il lavoro procederà a commissioni riunite Ambiente-Industria. Infine, racconta Realacci, c’è stato qualche “screzio da parte del M5s alla nomina dell’ex ministro Fitto del Pdl a relatore per la commissione Industria’’. Per la commissione Ambiente il relatore è invece Enrico Borghi del Pd. Oggi in commissione Industria riferirà il procuratore Franco Sebastio.

Altri reparti verso lo stop
In un incontro che si terrà oggi in direzione con i sindacati metalmeccanici Fim Csl, Fiom Cgil e Uilm, l’Ilva annuncerà la prossima fermata temporanea per crisi di mercato dell’altoforno 2. L’annuncio verrà dato ai rappresentanti sindacali dal responsabile delle relazioni industriali, Enrico Martino. La fermata dell’altoforno 2, che si presume potrà avvenire entro una ventina di giorni, trascinerebbe anche l’acciaieria 1. Quest’ultima dovrebbe essere costretta anch’essa a fermarsi essendo quello di Taranto un ciclo integrato. La produzione di due altiforni, il quattro e il cinque, che a quel punto sarebbero gli unici in marcia, non è infatti in grado di alimentare a valle l’attività di due acciaierie, la 1 e la 2.

Nel contempo, c’è un fondo di solidarietà per 25 persone danneggiate gravemente dalla crisi dell’Ilva, a cui andranno 1000 euro ciascuna. La somma verra’ consegnata il 27 giugno a Taranto del sindaco di Assago, Graziano Musella, in occasione della presentazione del “Fondo di Solidarieta’ Locale e Nazionale. Azioni contro la poverta’”. I 25 beneficiari sono stati scelti dopo la valutazione effettuata dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Taranto, che ha tenuto in considerazione lo stato sociale e di salute. Si tratta di persone che hanno perso il lavoro e, in un caso, si sono ammalate. All’incontro del 27 giugno parteciperanno il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Taranto Lucia Viafora, il fondatore dell’associazione Progetto di Vita Biagio Maimone e Barbara Benedettelli, presidente dell’associazione L’Italia Vera.

Il ”Fondo di Solidarieta’ Locale e Nazionale” è stato istituito nel Comune di Assago ed e’ alimentato da aziende e privati cittadini del comune in provincia di Milano su base volontaria. Nel corso della conferenza verrà annunciata l’apertura di un fondo, strutturato secondo le stesse modalita’ applicate ad Assago, anche da parte del Comune di Taranto, affinchè cittadini e aziende del territorio possano alimentarlo per aiutare altri cittadini in difficoltà. Fronte tribunale: domani nuovo round per il ricorso contro il sequestro da 8.1 miliardi, la decisione del Riesame è attesa per sabato. Intanto, è nella fase decisiva il processo per il presunto monopolio dell’Ilva al porto.

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