31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 12:58:00

Cronaca

Morte sospetta in corsia, sedici indagati


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Morte sospetta in corsia: sedici indagati.

Il medico legale dottor Massimo Sarcinella, domani eseguirà l’autopsia sul corpo di un’anziana manduriana deceduta all’ospedale “SS. Annunziata”. La Procura tarantina ha aperto una inchiesta dopo l’esposto presentato dai legali della famiglia della donna, gli avvocati Lorenzo Bullo e Cosimo Micera.

Presenzierà all’autopsia anche il medico legale nominato dalla famiglia dell’anziana, il dottor Massimo Brunetti.

La donna era stata ricoverata nel reparto di geriatria di una clinica tarantina il 13 maggio, per normali controlli. Due giorni dopo era stata trasferita d’urgenza nel reparto di ortopedia dell’ospedale “SS.Annunziata” per una frattura ad un femore, poi ancora nella struttura privata per la riabilitazione.

Il giorno successivo nuovo ricovero urgente, sempre nel nosocomio di via Bruno, prima in ortopedia e subito dopo in sala operatoria dove era sottoposta ad un intervento chirurgico. Dopo l’intervento la donna era deceduta. In tutto sono passati undici giorni. Un decesso inspiegabile per i parenti dell’ottantenne che avevano presentato un esposto in Procura. Nella denuncia dei familiari, presentata ai carabinieri della Compagnia di Manduria, i familiari chiedevano di chiarire le cause del decesso per cui la magistratura aveva già disposto il sequestro della documentazione clinica dai reparti della clinica privata e dell’ospedale dove la 80enne era stata ricoverata e dove era poi morta.

Nelle pagine dell’esposto, confezionato dagli avvocati Lorenzo Bullo e Cosimo Micera e firmato dai nipoti dell’anziana, tutti residenti nella cittadina messapica , è contenuto il dettaglio degli ultimi giorni di vita dell’ottantenne che il 13 maggio era stata ricoverata nel reparto geriatrico della clinica cittadina per controlli di routine. Due giorni dopo i familiari che abitano in un centro della provincia furono avvertiti telefonicamente che la loro zia “era caduta ed aveva riportato presumibilmente una frattura del femore destro”. Trasferita all’ospedale “SS. Annunziata” perchè la struttura privata non possiede un reparto di chirurgia ortopedica, la paziente era stata sottoposta a intervento chirurgico e dimessa dopo cinque giorni dall’intervento. Tornata in clinica per la riabilitazione le sue condizioni di salute erano buone. Ma il giorno dopo altra sorpresa dei familiari che durante la consueta visita del mattino.

“Mentre attendevamo il permesso per entrare nel reparto – scrivono nella denuncia- vedevo uscire dall’ascensore una barella con nostra zia che era stata intubata ed era in coma”.

Ricoverata d’urgenza nel noscomio di via Bruno , lì la donna sarebbe stata ricoverata prima in ortopedia e subito dopo in chirurgica per un intervento della cui natura non si conoscono particolari. “Chiedevamo spiegazioni e non convinti delle risposte ricevute – denunciano i familiari- ci decidevamo di fotografare il corpo di nostra zia”. Infine l’ultima sorpresa nei certificati di morte. Il primo, redatto il 24 maggio, con la causa del decesso di “arresto cardiocircolatorio”; il giorno dopo un altro referto modifica la precedente causa di morte con “ematoma post chirurgico in anemia”.

Le copie dei due certificati e le foto sono state allegate alla denuncia finita sul tavolo del magistrato che ora ha disposto l’autopsia che sarà eseguita domani dal medico legale, dottor Sarcinella.

La magistratura tarantina ha fatto notificare avvisi di garanzia a sedici persone. Un atto dovuto in attesa che l’esame autoptico chiarisca le cause del decesso della ottantenne.

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