Cultura

Claudio Spadaro ricorda Carlo Lizzani

L'attore tarantino intepretò Mussolini in un film diretto dal regista che si è suicidato


Il mondo del cinema piange un altro grande maestro: Carlo Lizzani.  Anche lui, come  Monicelli nel novembre del 2010, com’è noto sabato scorso ha scelto di porre fine alla sua vita.

Lo ha fatto gettandosi dal balcone di casa, dal terzo piano di una via romana, all’età di 91 anni. E sempre come Mario Monicelli, per decenni nel dopoguerra italiano aveva duramente lavorato per riportare in auge il nostro cinema, passando attraverso il neorealismo allora agli albori per poi, però, distinguersi durante la sua lunga carriera. Indimenticabili sono le sue pellicole western, i suoi film polizieschi e quelli  di ambientazione storica.

“Forse mi sono servito del cinema per vivere con maggiore intensità, ma non ho mai messo la mia vita al servizio del cinema”, aveva affermato durante un’intervista.

E chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o di lavorare accanto a lui, sa che è sempre stato così. E lo ricorda come una persona mentalmente attiva. Fino alla fine. O almeno, fino a quando la depressione che sembra averlo colpito a causa della malattia della moglie, Edith Bieber, e la stessa stanchezza fisica non hanno prevalso sulla voglia di vivere.

Claudio Spadaro, attore tarantino che nel 2001 ha interpretato il ruolo di Benito Mussolini nel film diretto dal regista “Maria Josè, l’ultima regina”, lo ricorda così: "Era un vero Maestro che tendeva all’essenziale – ci racconta – Soprattutto sobrio in ogni suo atteggiamento. Un vero professionista che sapeva ciò che voleva e  trasmetteva a noi attori questa sua sicurezza. Allora aveva ottant’anni, ma era lucidissimo e mostrava una razionalità tale da lasciare sbalorditi. Sul set lo accompagnava la moglie: ricordo il loro affiatamento. Erano inseparabili. Non mi meraviglia che non sia riuscito a superare la malattia che l’ha colpita e che, da laico qual era, abbia scelto di porre fine alla sua vita nel modo in cui voleva. La sua morte – aggiunge Spadaro – riaccende, tra l’altro, la polemica sull’eutanasia negata in Italia. Eutanasia nella quale Lizzani credeva. Su Repubblica il figlio ha dichiarato che il padre avrebbe preferito un’altra morte”.

Cosa pensa lo abbia spinto ad un gesto così estremo visto che sembra stesse lavorando ad un nuovo film, tra l’altro, già approvato da Al Pacino?
“Credo che a 91 anni se si è lucidi mentalmentalmente, ma fisicamente ci si rende conto di non non avere più le forze di una volta, ci si convince di essere arrivati al capolinea della propria esistenza. Lizzani, forse come Monicelli, non ha sopportato di vivere in un corpo che non fosse più in grado di reggere i ritmi di una mente ancora creativa. A noi non resta che rispettare la sua scelta”.

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